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e-voting e Consiglio svizzeri all'estero "Signor Grüter, lei propaga la paura"

Franz Grüter.

Franz Grüter, oppositore del voto online, e Claudia Pletscher, che si occupa del progetto Post E-Voting, hanno dato vita a un appassionante dibattito al Consiglio degli svizzeri all'estero, il 10 marzo a Berna.

(swissinfo.ch)

Sogno o incubo? Il voto online divide più che mai negli ultimi tempi in Svizzera. Un fermo oppositore ha affrontato i principali fautori nella tana del lupo: alla seduta del Consiglio degli svizzeri all'estero (CSE). Ne è scaturito un dibattito drammaturgico. Verbale.

La domanda non è se vi sarà una manipolazione, ma quando. Esiste il rischio che possa far perdere la fiducia nelle votazioni in generale.

Franz Grüter, deputato che intende lanciare un'iniziativa popolare contro il voto elettronico, copresidente dell'intergruppo parlamentare "Svizzeri all'estero"

Sicurezza e fiducia sono necessarie. Questo è chiaramente sottinteso. La Posta Svizzera si basa su un protocollo crittografico completo, tramite il quale si rileverebbe immediatamente una manipolazione. Le dò ragione: la sicurezza al cento per cento non esiste da nessuna parte. Ma se succede qualcosa, lo vediamo.

Claudia Pletscher, responsabile di Sviluppo e Innovazione presso la Posta Svizzera, che ha sviluppato un sistema di e-voting

Immaginatevi che, dopo cinque anni, scopriamo che alcune votazioni sono state manipolate. Ciò ha più peso dell'eventualità che alcuni svizzeri residenti all'estero non possano votare per via elettronica.

Franz Grüter

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Cosa succede quando, come svizzero all'estero, spedisco la mia busta con la scheda di voto a Sciaffusa? Anche questo non si sa. Per gli svizzeri all'estero è importante disporre di un sistema di voto elettronico efficiente e affidabile. Se non c'è sicurezza assoluta, ebbene facciamo quel che è meglio per noi. E questo, per noi svizzeri all'estero, è l'e-voting.

Un membro del CSE

Carlo Sommaruga mentre parla a Tim Guldimann.

I socialisti Carlo Sommaruga e Tim Guldimann vogliono spianare la strada all'e-voting.

(ASO/Adrian Moser)

È chiaro che abbiamo bisogno di un sistema non solo per gli svizzeri all'estero. Se non funziona all'interno del paese, allora è morto anche per la Quinta Svizzera.

Tim Guldimann, deputato nazionale dimissionario e membro del CSE

L'NSA afferma che i sistemi di voto elettronico sono tra gli obiettivi del futuro. Il sistema della Posta proviene da una società spagnola, la cui casa madre è negli Stati Uniti. Questo dovrebbe farvi riflettere.

Franz Grüter

È vero: lavoriamo con una società spagnola. Collaboriamo con questa azienda già da 20 anni. Dispone di oltre 40 brevetti internazionali.

Claudia Pletscher

Anche il Dipartimento federale degli affari esteri è stato vittima di un ciberattacco: per 18 mesi nessuno se ne è minimamente accorto. E il sistema ginevrino di e-vote nel 2013 è stato manipolato. Un hacker lo ha rivelato pubblicamente.

Franz Grüter

Signor Grüter, lei propaga la paura!

Franz Muheim, professore di fisica, membro della presidenza dell'Organizzazione degli svizzeri all'estero

Al momento, in seno al parlamento svizzero c'è un'ampia maggioranza a favore del voto elettronico. Non vorrei che il dibattito democratico fosse monopolizzato da coloro che si presentano come gli unici specialisti del settore.

Carlo Sommaruga, deputato nazionale, membro del CSE 

Tutte le debolezze che lei qui ha menzionato per l'e-voting valgono anche per il voto per posta. Il sistema per corrispondenza è ancora meno sicuro, poiché nel voto online si nota almeno quando qualcosa va storto.

Un membro del CSE

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(Traduzione dal tedesco: Sonia Fenazzi)


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