La Svizzera non è «collaborativa»

L'Italia ha pubblicato sabato la lista dei 36 i paesi ritenuti collaborativi in materia fiscale, nei quali è possibile effettuare la regolarizzazione in loco dei capitali detenuti illegalmente: la Svizzera non ne fa parte.

Questo contenuto è stato pubblicato il 10 ottobre 2009 - 18:51

Nell'elenco, pubblicato in allegato alla circolare sullo scudo fiscale dell'Agenzia delle entrate, non figurano nemmeno San Marino, Principato di Monaco e Liechtenstein.

Gli italiani che hanno depositato illegalmente capitali in questi paesi – con i quali non vi è un effettivo scambio di informazioni – potranno dunque, in base al decreto varato dal governo, unicamente rimpatriarli e non regolarizzarli.

Secondo le stime dell'Associazione italiana dei banchieri privati, sui quasi 300 miliardi di euro di tesori italiani oltre confine, 125 miliardi si troverebbero proprio nella Confederazione e 86 miliardi di euro in Lussemburgo. Quest'ultimo paese, facendo parte dell'Unione europea, figura però tra gli Stati dove la regolarizzazione è possibile.

I paesi che rientrano nella lista sono: Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Canada, Cipro, Corea del Sud, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Tirchia, Ungheria.

swissinfo.ch e agenzie

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo