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Mercato pubblicitario Un’alleanza svizzera contro i giganti americani di internet

Il secondo gruppo mediatico della Svizzera (Ringier), il servizio pubblico audiovisivo (SSR) e il numero uno delle telecomunicazioni (Swisscom) vogliono unire le forze nella pubblicità. Obiettivo: contrastare la potenza di Google e Facebook, che si accaparrano circa la metà del mercato pubblicitario online elvetico.



Tre gruppi svizzeri si alleano per contrastare la potenza di Google e Facebook nel mercato elvetico della pubblicità online.

Tre gruppi svizzeri si alleano per contrastare la potenza di Google e Facebook nel mercato elvetico della pubblicità online.

(RDB)

La commercializzazione delle offerte mediatiche e delle piattaforme pubblicitarie dei gruppi SSRLink esterno – di cui fa parte swissinfo.ch –, RingierLink esterno e SwisscomLink esterno sarà raggruppata in seno a una nuova joint-venture, hanno annunciato oggi in una nota congiunta i tre partner. Se l’operazione riceverà il nullaosta della Commissione federale della concorrenza (ComCo) e dell’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM), darà vita alla più grande agenzia pubblicitaria della Svizzera. L’inizio delle attività è progettato per il primo trimestre del 2016.

«Con questa partnership intendiamo contrapporre ad imprese operanti sul piano globale una forte alternativa svizzera, finalizzata allo sviluppo di forme pubblicitarie innovative, al consolidamento del mercato pubblicitario svizzero e al conseguente mantenimento della creazione di valore in Svizzera», afferma il Ceo di Ringier, Marc Walder, citato nella nota congiunta in cui i tre parnter annunciano il progetto di joint-venture.

L’unione fa la forza

«La rivoluzione digitale e l’ormai forte concorrenza, soprattutto da parte di multinazionali come Google e Facebook, hanno notevoli ripercussioni sul panorama mediatico e pubblicitario svizzero. Per poter superare con successo le sfide che ci attendono e mantenere il più possibile all’interno della Svizzera il giro d’affari legato alla pubblicità, è necessaria una stretta collaborazione fra gli attori elvetici, che dispongono sia di competenze tecnologiche sia di un accesso esclusivo a contenuti mediatici di alto livello», rincara in un’intervista Martin Schneider, direttore di publisuisse, la concessionaria pubblicitaria della Società svizzera di radiotelevisione (SSR).

Una SA con partecipazioni uguali

Concretamente, è prevista la costituzione di una società anonima, con la partecipazione delle tre aziende al capitale azionario nella misura di un terzo ciascuna, per un organico complessivo di circa 290 dipendenti. Swisscom e Ringier vi apporterebbero quasi la totalità delle loro attività pubblicitarie e organizzazioni marketing, mentre SSR vi integrerebbe la propria partner commerciale publisuisse.

Martin Schneider è designato CEO della joint-venture e Marc Walder presidente del consiglio d’amministrazione. In quest’ultimo sono rappresentate anche SSR, con Roger de Weck, e Swisscom, cont Urs Schaeppi.

I tre partner hanno convenuto di mantenere il riserbo sui dettagli finanziari. La denominazione della nuova impresa in compartecipazione non è stata ancora decisa.

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I tre partner spiegano che singolarmente non sarebbero in grado di proporre una simile offerta, frutto di «un’aggregazione di competenze e forze complementari». Precisano che «Swisscom apporta la propria competenza tecnologica, nonché i diritti di commercializzazione per le sue piattaforme Swisscom TV e online, mentre Ringier e SSR contribuiscono con i diritti di commercializzazione per le loro offerte mediatiche complementari ad ampia copertura».

In tal modo, assicurano, si «stimolerà la produzione di nuovi prodotti marketing nel contesto delle immagini in movimento, della pubblicità orientata a specifici gruppi target e l’automazione delle funzioni di contabilizzazione. Ciò andrà a beneficio della Svizzera come piazza mediatica, consentendo ai committenti di pubblicità di raggiungere ogni gruppo target in modo semplice, rapido, efficace e misurabile».

Reazioni contrastanti della concorrenza

I servizi della nuova società saranno offerti a tutti i committenti, agenzie e altri attori pubblicitari. «Non siamo un circolo chiuso, ha puntualizzato Marc Walder in una conferenza telefonica». Il direttore generale di Ringier ha aggiunto che gli altri editori hanno reagito positivamente a questa nuova offerta e manifestato interesse per un’eventuale cooperazione.

Per l’associazione degli editori svizzeri tedeschi Schweizer Medien, il divieto di pubblicità online per la SSR deve assolutamente essere mantenuto. Questo punto resta centrale», ha detto il suo presidente Hanspeter Lebrument all’agenzia di stampa ats.

Egli giudica la creazione di questa joint-venture una soluzione innovativa, a condizione, però, che la struttura sia a perta anche ad altri attori del mercato e che rimanga proibita la pubblicità online per la SSR.

Meno interesse manifesta invece Tamedia. Proseguiamo con il nostro sistema di commercializzazione nel campo digitale. «Questa cooperazione non incide direttamente sulla nostra strategia», ha dichiarato all’ats il portavoce del gruppo Christoph Zimmer

Decisamente negativa la reazione dell’associazione Aktion Medienfreiheit (Azione libertà dei media), secondo la quale la partecipazione di SSR e Swisscom è molto problematica poiché si tratta di aziende detenute dalla Confederazione, con un mandato statale. È dunque inaccettabile che penetrino in un nuovo campo «in cui sono già attive aziende private», scrive in un comunicato l’associazione, secondo la quale, prima che la SSR si espanda in altri campi, occorre che venga definito il servizio pubblico.

Fondata da esponenti di partiti di destra e centro-destra, Aktion Medienfreiheit vede in questa alleanza il rischio per «le reti televisive non commercializzati dal nuovo ente di ritrovarsi con un accesso peggiore e più caro alla diffusione tramite Swisscom TV».

Presidente dell’associazione è la parlamentare dell’Unione democratica di centro Natalie Rickli, che siede nella direzione di Goldbach Media, leader in Svizzera nella commercializzazione dei media elettronici.

Pareri sindacali non unanimi

Sul fronte delle organizzazioni dei salariati, il Sindacato svizzero dei massmedia (SSM) ha diffuso un comunicato in cui elogia il progetto di alleanza, che giudica un passo importante dal punto di vista economico e di politica mediatica. Potrebbe essere infatti possibile bloccare l'emorragia di denaro svizzero investito in pubblicità all'estero, scrive il sindacato del personale della SSR in una nota. Da un punto di vista "politico", si tratta di un'alleanza fra partner finora praticamente impensabile, che potrebbe aprire nuovi scenari.

Più scettico è Syndicom. Il sindacato dei media e delle comunicazioni dubita che questo progetto possa limitare la progressione dei motori di ricerca e dei media sociali nel mercato pubblicitario elvetico. Mette inoltre in guardia contro il pericolo che questa alleanza metta ancora più in difficoltà i piccoli media svizzeri nella ricerca di introiti pubblicitari.

swissinfo.ch con agenzie

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