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N° 1 di UBS difende bonus Credit Suisse

Oswald Grübel spezza una lancia in favore del piano a lungo termine di bonus per i top manager del Credit Suisse (CS). Piano introdotto nel 2005 quando l'attuale presidente della direzione dell'UBS era il CEO del CS.

In un'intervista al settimanale svizzero tedesco "Sonntag", Grübel afferma che si tratta della ricompensa per coloro che hanno fatto della banca quello che è oggi. Secondo quanto annunciato giovedì scorso, i dirigenti del CS riceveranno complessivamente 57 milioni di azioni, il cui valore al corso attuale supera i 3 miliardi di franchi.

Da solo, il CEO Brady Dougan intascherà 1,3 milioni di titoli per un valore di 70,9 milioni. Questi si aggiungeranno al bonus di 17,9 milioni di franchi e al salario di base di 1,25 milioni incassati da Dougan per il 2009.

Tutto normale per Grübel, il quale rammenta che nel 2003 la grande banca era in difficoltà e che l'obiettivo era di renderla nuovamente competitiva. Nel 2004 e 2005 i vertici ricevettero meno denaro contante, sostituito da un programma di gratifiche con incentivi a lungo termine. "Proprio quello che oggi viene chiesto da tutti", osserva Grübel, ricordando anche che qualche mese fa il Credit Suisse è stato classificato il migliore istituto al mondo.

In modo più critico sullo stesso domenicale si esprime per contro il direttore della dell'Autorità di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA) Patrick Raaflaub. Il programma di remunerazione del CS è stato avviato quando il corso dell'azione era molto basso. Nel frattempo vi è stato un forte effetto leva. Ma il problema è che non agisce verso il basso. I manager del Credit Suisse non hanno infatti acquistato direttamente azioni e non hanno quindi rischiato i loro soldi in eventuali perdite di corso, fa notare Raaflaub.

Anche l'UBS è criticata per i bonus. Pur avendo accusato una perdita di 2,74 miliardi di franchi nel 2009, ha versato bonus per complessivi 2,9 miliardi di franchi. Grübel ha ricevuto uno stipendio fisso di 3 milioni di franchi ed ha rinunciato alla componente variabile.

swissinfo.ch e agenzie


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