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Parte il 75% degli aerei, restano i conti da pagare

Finalmente sorrisi e braccia aperte agli sportelli per il check in di Zurigo

Finalmente sorrisi e braccia aperte agli sportelli per il check in di Zurigo

(Keystone)

I paesi europei hanno aperto quasi totalmente i loro spazi aerei. Dall'Islanda arrivano notizie incoraggianti sull'attività del vulcano, ma la situazione non è ancora tornata alla normalità. Per affrontare i costi della crisi, aeroporti e compagnie aeree chiedono aiuto allo stato.

Secondo Eurocontrol, l'organismo europeo di controllo del traffico aereo, oggi 21 aprile saranno operativi circa 21 mila voli. In un normale mercoledì sarebbero 28 mila.

Attualmente, spiega Eurocontrol, è utilizzabile lo spazio aereo sopra i 20 mila piedi e i servizi aerei sono ripresi, sia pure ancora con delle limitazioni per qualche zona, come il sud della Svezia e Helsinki. Ma queste restrizioni dovrebbero essere gradualmente tolte durante la giornata.

Da Reykjavik, intanto, i sismologhi che stanno monitorando l'attività del vulcano di Eyjafjalla, all'origine della nube che ha paralizzato i cieli europei, fanno sapere che l'emissione di ceneri è «insignificante», anche se «l'eruzione continua».

L'aeroporto di Zurigo spera nello stato

All'aeroporto di Zurigo sono oggi annullati 185 voli. Lo ha precisato all'Agenzia telegrafica svizzera un portavoce dell'aeroscalo, precisando che i collegamenti in un normale mercoledì sono tra 600 e 700. I collegamenti soppressi sono anzitutto voli europei, mentre il traffico intercontinentale – così come in numerosi altri aeroporti europei – dovrebbe essere ripristinato integralmente in giornata.

La ripresa delle attività è fondamentale per la sopravvivenza delle compagnie aeree e degli aeroporti. La società che gestisce lo scalo di Zurigo-Kloten, la Flughafen Zürich AG, denuncia minori introiti di circa due milioni di franchi al giorno, perché circa l'85% delle sue entrate dipendono direttamente o indirettamente dal traffico aereo. E vuole aiuti dallo stato.

Se le compagnie dovessero ricevere indennizzi statali l'aeroporto vuol essere trattato alla stessa stregua, afferma il Ceo Thomas Kern in una intervista pubblicata oggi da Finanz und Wirtschaft. Kern ritiene che verosimilmente l'assicurazione non indennizzerà l'aeroporto, poiché le eruzioni vulcaniche sono considerate eventi di «forza maggiore».

1,7 miliardi di dollari andati in fumo

Stando alle stime di Eurocontrol, dal 15 aprile scorso fino ad oggi sono stati cancellati centomila voli. La situazione peggiore si è verificata nei giorni di sabato (meno 76,4% dei voli abituali) domenica (-79,8%) e lunedì (-70%).

L'Associazione internazionale del trasporto aereo (Iata) ritiene che in sei giorni, la crisi seguita all'eruzione del vulcano islandese sia costata alle compagnie aeree più di 1,7 miliardi di dollari (1,26 miliardi di euro) di mancati introiti.

Giovanni Bisignani, direttore generale e Ceo della Iata ha specificato che «nel momento peggiore, la crisi ha inciso sul 29% dell'aviazione globale e ha interessato 1,2 milioni di passeggeri al giorno. La scala della crisi ha eclissato l'11 settembre quando lo spazio aereo USA è stato chiuso per tre giorni».

Situazione straordinaria

«Per un settore che ha perso 9,4 miliardi di dollari lo scorso anno e nelle previsioni avrebbe dovuto perdere ulteriori 2,8 miliardi di dollari nel 2010, questa crisi è devastante», ha aggiunto Bisignani.

Il Ceo della Iata aggiunge che la crisi non è «il risultato di una gestione sbagliata» da parte delle compagnie aeree. Per questo, ritiene che «i governi nazionali dovrebbero aiutare le compagnie a recuperare il costo dell'interruzione», così come fecero gli Stati uniti dopo l'11 settembre.

swissinfo.ch e agenzie

Cenere e aerei

Le polveri vulcaniche possono trasformarsi in cristalli di vetro passando attraverso il motore di un jet a causa delle alte temperature a cui vengono sottoposte.

I reattori subiscono quindi dei gravi danni strutturali che potrebbero causarne la rottura.

Un caccia F-16 ha dovuto fare i conti con la cenere vulcanica. Nei suoi motori sono state trovate tracce di polvere vetrificata che confermano i timori legati alle possibili conseguenze della nube sui velivoli.

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