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Roger de Weck ha «un'idée suisse»

Roger de Weck seduce i commentatori svizzeri

Roger de Weck seduce i commentatori svizzeri

(Reuters)

L'elezione di Roger de Weck a direttore generale della SRG SSR è stata accolta in modo positivo dalla stampa svizzera. Apprezzato per le sue qualità intellettuali e giornalistiche, dovrà dimostrare di essere anche un buon manager.

«Che bella sorpresa!», scrive il quotidiano La Liberté. «Ci si aspettava il peggio. Abbiamo ottenuto il meglio! Decisamente, la SSR riesce sempre a sorprenderci», gli fa eco l’Express. Per la stampa svizzera Roger de Weck è un uomo brillante, giornalista talentuoso e indipendente, perfettamente bilingue (francese e tedesco) e rappresentante della pluralità culturale elvetica.

«Con l’elezione di Roger de Weck, la SSR ha messo a segno un colpo. Ci si poteva aspettare una scelta a sorpresa, ma nessun osservatore aveva preso in considerazione Roger de Weck», rileva la Neue Zuercher Zeitung.

Eppure secondo l’Express «quest’uomo ha (quasi) tutte le qualità. È intelligente, si potrebbe perfino dire molto intelligente. È uno dei migliori, forse il miglior conoscitore del mondo mediatico svizzero. Il futuro direttore della più grande società di comunicazione di massa svizzera sa di cosa parla».

«In quanto giornalista, caporedattore, editorialista e intervistatore, Roger de Weck incarna tutte le qualità che la SSR intende sfruttare. Come direttore dovrà brillare un po' meno a livello personale e creare buone condizioni per gli altri», scrive il Tages Anzeiger. E conclude sottolineando come il suo ex caporedattore abbia «un’ideée suisse».

Un compito difficile

I commentatori sono unanimi nel rilevare quanto sia difficile - quasi titanico - il compito che attende il nuovo direttore generale. «Roger de Weck eredita un’azienda dinamica ma in una situazione finanziaria preoccupante. La prima cosa che gli si chiederà non è di avere visioni politiche ma di far quadrare i conti», scrive il Corriere del Ticino.

«Roger de Weck non eredita una Porsche Cayenne, ma un piroscafo che rischia di partire alla deriva se il timoniere non sarà più che attento», commenta dal canto suo l’Express. «Il suo compito sarà immenso e delicato […]. Non soltanto dovrà fare ordine nella gestione di una società dispendiosa ma anche definire con maggior chiarezza il concetto di servizio pubblico», conclude Le Temps.

«Dare fiducia a un uomo di penna e a un editorialista di primo piano è una scelta giudiziosa e ragionevole», prosegue il foglio romando. «Un’altra opzione, difendibile vista la situazione finanziaria della SSR, sarebbe stata quella di scegliere un uomo di gestione, un manager puro. Ma, evidentemente, nessuna personalità è riuscita ad imporsi di fronte alle qualità professionali di Roger De Weck».

Messo alla prova

In queste condizioni, resta dunque da capire se Roger de Weck sarà l’uomo giusto al posto giusto. La stampa svizzera sembra credere in lui, ma sottolinea come il nuovo direttore della SSR dovrà dimostrarsi prima di tutto un manager di alta qualità.

«Una SSR nella tempesta ha veramente bisogno di una personalità brillante? O ha bisogno di un uomo capace di fare il lavoro sporco?», si chiede la Tribune de Genève. «Spetta a lui dimostrare di essere un uomo delle scelte strategiche, a volte dolorose, di saper abbandonare il riflesso della mano tesa al minimo deficit e di lasciare lo spazio ai media privati. Anche loro, di fatto, attraverso un lavoro giornalistico quotidiano e coscienzioso, riempiono una missione di servizio pubblico d’informazione».

«Roger de Weck dovrà dare il meglio di sé, non soltanto facendo ordine in una gestione dispendiosa, ma anche definendo meglio i compiti del servizio pubblico», conclude dal canto suo Le Temps.

Probabilmente le riserve più grandi provengono dalla stampa svizzero-tedesca. «La SSR cercava prima di tutto una persona con un’esperienza di manager. Il consiglio di amministrazione e l’assemblea dei delegati hanno ingaggiato un uomo riconosciuto come giornalista, ma non come manager», nota la Neue Zuercher Zeitung.

«Roger de Weck è chiamato a risanare le casse della SSR, risparmiare e probabilmente a tagliare qualche posto di lavoro. Ma di fronte a questa sfida l’intellettuale appare alquanto inadatto», ritiene la Luzerner Zeitung.

Difendere il servizio pubblico

Secondo alcuni commentatori, tuttavia, la SSR non ha forzatamente bisogno di un manager puro, ma di un uomo che sappia trasmettere un messaggio chiaro e difendere il servizio pubblico. E Roger de Weck sembra essere all'altezza.

«Roger de Weck non è un uomo d’azione, ma un uomo di parola. Ed è probabilmente l’uomo ideale per la SSR. Questa società non soffre tanto per la mancanza di manager capaci, di buoni collaboratori. Soffre molto di più del fatto che il suo leader, Armin Walpen, si lascia alle spalle una montagna di macerie», nota la Basler Zeitung.

Le Temps conclude spiegando che «politicamente, i delegati della SSR hanno voluto lanciare un messaggio: il leader della SSR deve difendere l’idea di una Svizzera aperta, plurale e liberale nel senso generico del termine». Una Svizzera che – secondo il Bund – non ha bisogno di tagli nell’offerta d'informazione politica e culturale, ma forse di più nell’intrattenimento.

Stefania Summermatter, swissinfo.ch

Perdite

I conti 2009 della SRG SSR idée suisse si sono chiusi con una perdita di 46,7 milioni di franchi. Nel 2008, il deficit era stato di 79,1 milioni di franchi.

Per il 2010, l'azienda prevede un passivo di 75 milioni di franchi, dovuto in particolare alle spese per la copertura delle olimpiadi invernali di Vancouver e dei mondiali di calcio in Sudafrica.

Tra il 2007 e il 2010, i deficit cumulati dovrebbero raggiungere i 220 milioni di franchi. Questo comporta effetti negativi sul capitale proprio e l'indebitamento.

La crisi economica ha portato ad un calo dei proventi della pubblicità e degli altri introiti. Nel 2009, sono mancati all'appello 40,7 milioni di franchi d'entrate, compensati solo in parte dall'aumento del canone del 2,2% (+ 24,4 milioni di franchi per un totale di 1 miliardo e 153 milioni).

La SSR ha attualmente in organico 6'100 persone, pari a 4'800 impieghi a tempo pieno.

Propone otto canali televisivi e 18 radiofonici, nonché servizi online.

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Biografia

56 anni, rampollo di una famiglia di banchieri friburghesi, Roger de Weck ha scelto il giornalismo dopo una formazione in economia e scienze sociali.

Perfettamente bilingue (francese e tedesco), ha lavorato come corrispondente a Parigi e in Germania.

È stato caporedattore del settimanale tedesco Die Zeit e del quotidiano zurighese Tages Anzeiger.

Attualmente guida l'Istituto di alti studi internazionali e dello sviluppo di Ginevra (Graduate Institute).

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