Scudo fiscale: Berna convoca l'ambasciatore italiano

Il Governo svizzero ha deciso di convocare l'ambasciatore d'Italia a Berna per chiedere spiegazioni sul blitz attuato martedì delle Fiamme gialle in 76 sedi di filiali italiane di banche elvetiche.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 ottobre 2009 - 14:03

L'obiettivo dichiarato dalla Guardia di finanza (GdF) e dall'Agenzia delle Entrate (AdE) era il controllo dell'adempimento degli obblighi di comunicazione di tutti i rapporti intrattenuti con la clientela, ma secondo il Consiglio federale si è trattato di una «razzia» e di un «atto discriminatorio» nei confronti della Svizzera. Berna attende ora che l'ambasciatore italiano fornisca chiarimenti alla ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey.

Espressosi per l'ultima volta davanti alla stampa di Palazzo federale, Pascal Couchepin ha ammesso che l'attuale situazione «preoccupa» la Confederazione. Il portavoce del governo Andé Simonazzi ha poi precisato che da settimane il Consiglio federale sta seguendo con attenzione la problematica legata allo scudo fiscale e agli attacchi del ministro italiano Tremonti alla Svizzera.

Stando a Simonazzi, il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz resta in contatto con le autorità italiane. Martedì, dalle colonne del quotidiano economico Il sole 24ore, Merz aveva spiegato di comprendere «la pressione alla quale è sottoposto il cantone Ticino e le sue reazioni», ma di voler «evitare un confronto» tra Italia e Svizzera a meno che questo non fosse «necessario».

swissinfo.ch e agenzie

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