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Economiesuisse chiede riforma fiscalità delle imprese

(Keystone-ATS) Economiesuisse chiede di realizzare “rapidamente” una “vasta riforma della fiscalità delle imprese” per preservare l’attrattiva della piazza piazza economica elvetica di fronte alle pressioni che arrivano dall’estero. In uno studio presentato oggi, la Federazione delle imprese svizzere propone un mix di misure che comprende la riduzione dei tassi d’imposizione e la sostituzione dei regimi attuali con soluzioni accettate a livello internazionale.

Occorre agire rapidamente, hanno affermato oggi a Zurigo i responsabili di Economiesuisse. Restare con le mani in mano “condurrebbe inevitabilmente alla soppressione dei regimi fiscali speciali dei cantoni”.

Ciò provocherebbe “un esodo delle imprese e il trasferimento progressivo di attività verso siti concorrenti all’estero”. Stando allo studio, lo “status quo” porterebbe a una riduzione delle entrate fiscali per 3,7 miliardi di franchi.

Con le riforme proposte dall’organizzazione degli imprenditori, la riduzione del gettito raggiungerebbe nella peggiore delle ipotesi i 3 miliardi e potrebbe anche portare a maggiori entrate.

Economiesuisse chiede sia ai Cantoni che alla Confederazione di intervenire con una riduzione dei tassi d’imposizione sugli utili delle imprese e con regolamentazioni speciali per i redditi mobili delle multinazionali. Non si tratta di limitare la concorrenza fiscale intercantonale, sottolinea l’organizzazione.

L’organizzazione padronale chiede inoltre alla Confederazione di sostenere finanziariamente i cantoni, attraverso un aumento della quota dell’imposta federale diretta loro riservata e con “aggiustamenti” nell’ambito della Nuova perequazione finanziaria.

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