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Elettromobilità nei cieli Quando i motori ronzano invece di rombare

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Il velivolo elettrico E-Fusion di Magnus in volo

Il velivolo elettrico E-Fusion di Magnus in volo sopra all'aeroporto di Grenchen.

(Keystone)

Si parla poco dell’aviazione elettrica. Eppure si tratta di un settore in pieno sviluppo. Per la prima volta in Europa, esperti ed appassionati di velivoli elettrici si sono di recente incontrati a Grenchen, nel canton Soletta. Reportage.

Un applauso accompagna l’atterraggio di un piccolo aereo. Il pilota Frank Anton, al comando dell’E-Fusion dell’azienda ungherese Magnus, equipaggiato con il motore a propulsione elettrica di Siemens, non aveva mai ricevuto un’accoglienza del genere. Il pubblico e i fotografi lo festeggiano come se fosse una rockstar.

Malgrado la pioggia, anche gli altri piccoli aerei parcheggiati nell’hangar e sulla pista suscitano parecchio interesse. Alcuni hanno un aspetto del tutto normale. Altri assomigliano a degli alianti o a dei velivoli ultraleggeri. La maggior parte del tempo, il pilota si trova nelle vicinanze dell’apparecchio per rispondere alle domande.

Siamo allo Smartflyer ChallengeLink esterno, il primo meeting aereo di velivoli elettrici e ibridi d’Europa, che il fine settimana del 9-10 settembre ha animato l’aeroporto di Grenchen al motto di “Il futuro è elettrico”.

«Abbiamo potuto far venire a Grenchen praticamente tutto quello che è disponibile sul mercato, non solo in Europa, ma in tutto il mondo. L’intero panorama dell’aviazione elettrica è riunito qui», afferma un entusiasta Daniel Wenger, presidente del comitato organizzativo della manifestazione, pilota della compagnia aerea Swiss e istruttore di volo.

Più efficiente, più ecologico e più silenzioso

«Con gli aerei elettrici possiamo realizzare nuovi concetti di propulsione più leggeri. Questo ci permette anche di testare nuove forme aerodinamiche e quindi di migliorare l’efficienza. Al contempo proteggiamo l’ambiente e riduciamo le emissioni acustiche», spiega Wenger.

Sono soprattutto delle piccole o medie aziende a sviluppare dei motori elettrici e a installarli sugli aerei. Alcune, tra cui la slovena Pipistrel, hanno già messo sul mercato alcuni modelli. I grandi gruppi non sono comunque da meno. Airbus e SiemensLink esterno stanno ad esempio collaborando nello sviluppo di un sistema di propulsione elettrica.

A quando i voli di linea?

Tuttavia, tutti questi apparecchi sono pensati per al massimo due persone. Per ora, l’idea di far volare dei velivoli elettrici più grandi rimane un’utopia. «In questo caso si parla di velivoli ibridi», afferma Wenger, che partecipa allo sviluppo del prototipo a quattro posti SmartflyerLink esterno.

La potenza delle batterie è ancora troppo debole per far decollare dei grossi aerei unicamente con la forza elettrica. Airbus prevede di sviluppare entro il 2030 dei sistemi ibridi che potranno essere impiegati per voli a corto raggio e trasportare un centinaio di passeggeri.

Wenger è dell’opinione che l’elettrificazione del settore aereo non condurrà a un aumento del traffico, come è invece successo con le biciclette elettriche. «L’evoluzione sarà simile a quella dell’industria automobilistica: gli aerei elettrici o ibridi sostituiranno gli apparecchi attuali nell’arco di 10 o 20 anni. Ci vorrà quindi ancora del tempo».

Inoltre, la certificazione degli aerei e dei piloti non è ancora stata regolamentata, scrive il comitato organizzativo in un comunicato. Toccherà all’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFACLink esterno), all’Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESALink esterno) e ai poteri legislativi provvedere.


Traduzione dal tedesco di Luigi Jorio, swissinfo.ch

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