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Elezioni 2003: parlano i partiti

L'atto finale sarà il conteggio delle schede di voto

(Keystone)

A 50 giorni dalle elezioni federali di ottobre i partiti svizzeri si preparano per l'importante appuntamento.

Nelle riunioni di questa fine settimana due partiti di governo, i radicali e i socialisti, nonchè i Verdi hanno fissato le priorità per la prossima legislatura.

Gli altri due partiti di governo, il partito democristiano (PDC) e l'Unione democratica di centro (UDC) si erano già riuniti la settimana scorsa.

I radicali (PLR) hanno tenuto a Basilea un congresso elettorale all'insegna della sicurezza “per il posto di lavoro, per le pensioni e per il cittadino e contro l'immobilismo politico”.

La presidente Christiane Langenberger ha criticato quello che ha definito “il cartello del silenzio” degli altri partiti, accusati di evitare la discussione sui temi importanti.

Solo i radicali sono in grado di rispondere con una “politica contro il vuoto dei contenuti”, ha detto.

Il presidente della Confederazione Pascal Couchepin e il capogruppo alle Camere federali Fulvio Pelli si sono lanciati contro socialisti e UDC, definiti conservatori che non vogliono guardare in faccia alla realtà.

Il deputato ticinese ha deplorato il ruolo paralizzante dei due partiti avversari, che a suo avviso mirano solo a conquistare la scena mediatica.

Lavoro e bambini

Sabato si sono riuniti a Berna circa 400 candidati e simpatizzanti del partito socialista per partecipare ad una grande festa elettorale. Lo slogan della giornata era: “Lavoro e bambini, li vogliamo entrambi”.

La presidente Christiane Brunner ha denunciato la riforma fiscale portata avanti dal consigliere federale Kaspar Villiger e dai partiti borghesi, accusati di avere politiche sempre più simili che affossano lo stato sociale.

Moritz Leuenberger ha chiesto un “cambiamento climatico in parlamento” e ha denunciato i “drammatici colpi di calore” che hanno colpito i deputati, rei secondo il ministro di voler ridurre il personale dell'Ufficio federale dell'ambiente, di rifiutare la tassa sul CO2 e di sopprimere il programma EnergiaSvizzera.

Una politica climatica credibile

Da parte sua il partito ecologista ha tenuto l'assemblea dei delegati a Ginevra, incentrata sull'opposizione ai programmi di risparmio dei partiti borghesi e culminata con l'approvazione di una risoluzione.

Il testo è stato accolto da una larga maggioranza dei circa 50 delegati presenti, malgrado qualche dissenso (quattro voti bianchi).

Il documento fissa le priorità per una “politica climatica credibile”, riproponendo chiaramente nel testo la nozione del cosiddetto “franco climatico”.

Già ai primi di agosto i Verdi avevano proposto di aumentare di un franco al litro il prezzo della benzina: una misura volta a migliorare la qualità dei trasporti pubblici e ridurre i prezzi di biglietti e abbonamenti.

Al momento del voto finale alcuni delegati hanno espresso riserve, temendo che la menzione del “franco climatico” possa essere invisa ad alcuni potenziali elettori.

Nella stessa risoluzione, i Verdi chiedono inoltre la sollecita introduzione della tassa sul CO2 già dall'anno prossimo nonché l'estensione delle piste ciclabili e dei parking per biciclette.

Essi denunciano inoltre “i progetti stradali completamente pazzi” dei partiti borghesi, chiedendo l'abbandono immediato del progetto di raddoppio autostradale del San Gottardo ed il rigetto dell'iniziativa Avanti.

I Verdi si oppongono peraltro con fermezza ai programmi di risparmio dei partiti borghesi.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Il rinnovo delle Camere federali è previsto per il 19 ottobre
La suddivisione dei seggi tra i partiti in governo è invariata da 44 anni
Per la prima volta dal 1959 questa "formula magica" potrebbe essere riveduta

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