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Elogi dalla Banca mondiale

Il presidente della Banca mondiale, James Wolfensohn (a sinistra) si è incontrato con i consiglieri federali Pascal Couchepin e Joseph Deiss

(Keystone)

Nel decimo anniversario dell'adesione di Berna alle istituzioni di Bretton Woods, il presidente della Banca mondiale loda la collaborazione con la Svizzera. Firmati due accordi in favore dei Paesi in via di sviluppo.

Il presidente della Banca mondiale, James D. Wolfensohn ha incontrato a Berna i consiglieri federali Pascal Couchepin e Joseph Deiss, a dieci anni dalla votazione popolare che ha sancito la partecipazione elvetica alle istituzioni di Bretton Woods.

Nel corso della visita sono stati firmati due accordi. Il Dipartimento dell'economia ha sottoscritto un'intesa relativa ad un contributo di 3,6 milioni di franchi in favore di un programma della Banca mondiale inteso ad attutire gli effetti della fluttuazione dei prezzi delle materie prime nei paesi in via di sviluppo; il Dipartimento degli esteri dal canto suo ha firmato un accordo volto a prorogare di tre anni la cooperazione con il World Bank Institute per un impegno finanziario di oltre 3,8 milioni di franchi.

Soddisfazione da ambo le parti

Wolfensohn si è detto molto soddisfatto della collaborazione con la Confederazione sottolineando che la Svizzera è, per ordine di importanza, il nono contribuente della Banca mondiale. Anche Pascal Couchepin si è detto «globalmente contento», non mancando però di affermare che la Banca mondiale deve raccogliere nuove sfide, prima di tutte quella di «mantenere la sua indipendenza politica» rispetto al G7. È anche necessario che l'Istituto accresca l'efficienza dei suoi interventi e sia più critico nella selezione dei suoi programmi, in considerazione in particolare della corruzione che regna in taluni paesi.

Couchepin ha stilato un bilancio positivo del lavoro svolto dal cosiddetto gruppo «Helvetistan», guidato dalla Svizzera e composto di Polonia, Azerbaigian, Kirghistan, Tagikistan, Turkmenistan e Jugoslavia. Il gruppo dispone del 2,87 per cento dei diritti di voto, che pone la Svizzera al 17esimo posto tra i paesi rappresentanti nel consiglio di amministrazione della Banca Mondiale.

Il presidente Wolfensohn ha dal canto suo deplorato la recente decisione del Congresso americano di aumentare in modo massiccio (+70 per cento) i sussidi a favore dell'agricoltura USA. «Si tratta di somme pari a 6-7 volte gli aiuti concessi ai paesi più poveri. Questa decisione mette in pericolo lo sviluppo economico dei paesi esportatori, che senza i contatti commerciali non hanno nessuna possibilità di farcerla».

La Svizzera, in concomitanza con la visita di Wolfensohn,organizza a Palazzo federale la terza conferenza annuale della «rete dei parlamentari della Banca mondiale», chiamati a dibattere questioni riguardanti l'aiuto allo sviluppo. Temi dell'edizione 2002 sono la globalizzazione, gli effetti sui paesi più poveri e il ruolo della Banca mondiale in questo contesto.

swissinfo e agenzie


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