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Coronavirus: la situazione in Svizzera

L'obbligo del telelavoro è entrato il vigore il 20 dicembre 2021. Gaetan Bally/Keystone

La Svizzera è uno dei Paesi europei col maggior numero di infezioni. Nonostante ciò, il ministro della sanità Alain Berset ha annunciato l'imminente soppressione degli obblighi di quarantena e di telelavoro.

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 gennaio 2022 - 14:32
swissinfo.ch con agenzie e RSI

Ultimi sviluppi:

  • Alcuni Cantoni romandi, tra cui Ginevra, hanno deciso che dal 31 gennaio la mascherina non sarà più obbligatoria nelle scuole elementari.
  • La settimana scorsa sono stati segnalati 238'013 casi confermati di coronavirus in Svizzera. Si tratta di un aumento del 28% rispetto ai sette giorni precedenti.
  • La variante Omicron difficilmente spingerà il sistema sanitario ai suoi limiti, sostengono dei ricercatori svizzeri e germanici.
  • Il Governo svizzero ha prorogato fino a fine marzo le misure relative al lavoro ridotto per sostenere le aziende colpite dai provvedimenti legati alla pandemia.
  • Le misure in vigore per lottare contro il coronavirus sono state prorogate fino a fine marzo (i dettagli nella sezione: "Quali sono le ultime misure decise dal governo?")
  • Allentate le restrizioni per l'entrata in Svizzera (vedi sezione: "Qual è la situazione alle frontiere?"  Per maggiori informazioni consultate il servizio Travelcheck.Link esterno)
  • Revocato il 24 gennaio il divieto di entrata in Svizzera per chi proviene dall'Africa australe.

Per accedere ai dati completi aggiornati sulla pandemia, consultare Coronavirus: i numeri in Svizzera o il nostro articolo qui sotto.

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Come sta evolvendo la pandemia in Svizzera?

In Svizzera, nelle ultime 24 ore, si sono registrati 39'769 nuovi casi di coronavirus, secondo le cifre pubblicate dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) il 28 gennaio. Sono stati segnalati 14 nuovi decessi, mentre 176 persone sono state ricoverate in ospedale. Esattamente una settimana fa, l'UFSP aveva annunciato 37'992 nuovi casi, 22 decessi e 138 ricoveri.

Il picco dell'ondata Omicron non è stato ancora raggiunto e la Svizzera rimane uno dei Paesi europei col maggior numero di infezioni da coronavirus, ha affermato il 25 gennaio Patrick Mathys dell'UFSP. Visto l'alto tasso di positività ai test, ha puntualizzato, si può supporre che molti contagi sfuggano al conteggio. I casi giornalieri in realtà potrebbero essere 100'000. 

Gli esperti non avevano ancora mai osservato un'evoluzione di un virus così rapida in così breve tempo come quella del Sars-CoV-2, ha affermato Richard Neher, biofisico dell'Università di Basilea e membro della task force della Confederazione. Non è ancora possibile immaginare come potrebbe essere la "nuova normalità", ma il virus resterà, probabilmente circolando stagionalmente, afferma Neher in un'intervista pubblicata il 26 gennaio sul sito del suo ateneo.

La variante Omicron difficilmente spingerà il sistema sanitario ai suoi limiti, sostengonoLink esterno dei ricercatori del Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca svizzero (Empa) in collaborazione con esperti grigionesi e germanici. Se il tasso di riproduzione Re è inferiore a 2 risulta improbabile che l'occupazione delle unità di terapia intensiva raggiunga livelli critici, sostengono. Rimangono tuttavia alcuni rischi. Per esempio, l'immunità crociata Omicron-Delta è momentaneamente ancora sconosciuta. Inoltre, il solo numero di infezioni potrebbe portare a carenze di personale e limitare anche la capacità di diagnosti per la Covid-19.

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Il consigliere federale Ueli Maurer il 21 gennaio ha criticato la copertura mediatica durante la pandemia di Covid-19. A suo parere la pressione dei media in Svizzera ha contribuito ad un inasprimento delle misure anti-pandemiche di portata forse non necessaria. Secondo il ministro delle finanze, "Omicron quasi non comporta decorsi gravi della malattia, per questo si può normalizzare progressivamente la situazione". E a posteriori ci si potrebbe chiedere se si è aspettato troppo a lungo con la normalizzazione, ha detto il consigliere federale dell'UDC (destra conservatrice) in un'intervista alla Aargauer Zeitung.

>> Leggi: Coronavirus: i numeri in Svizzera

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Quali sono le ultime misure decise dal governo?

A partire dal 31 gennaio, il periodo di validità del certificato Covid verrà ridotto da un anno a nove mesi. Lo ha comunicato il 19 gennaio il Governo che intende in questo modo garantire che il certificato di vaccinazione e quello di coloro che sono guariti dal coronavirus sia riconosciuto anche dall'UE.

Le misure in vigore dal 20 dicembre (in dettaglio qui sotto) sono state prorogate fino a fine marzo. Fanno eccezione l'obbligo di telelavoro e di quarantena per chi ha avuto un contatto stretto con una persona positiva.

Il 28 gennaio il ministro della sanità Alain Berset ha annunciato che gli obblighi di quarantena e di telelavoro potrebbero cadere già il 2 febbraio. Durante una visita all'ospedale cantonale di Aarau, Berset si è potuto ancora una volta rendere conto che l'ondata della variante Omicron non ha comportato un sovraccarico dei nosocomi. L'esecutivo non sta invece valutando una soppressione del certificato sanitario, uno strumento considerato essenziale per i viaggi e la sicurezza sanitaria interna.

Dal 20 dicembre si è passati al dispositivo "2G" (ossia accesso riservato solo alle persone vaccinate e guarite, dal tedesco "geimpft" o "genesen") in tutte le aree al chiuso, tra cui ristoranti e palestre, in cui in precedenza si applicava la regola "3G" (che include anche le persone con un test negativo).

Allo stesso tempo è obbligatorio indossare una mascherina e le consumazioni sono possibili solo restando seduti. Queste regole si applicano anche nelle aree di ristoro delle manifestazioni.

Per discoteche, bar e determinate attività sportive e culturali del tempo libero ci vuole invece un certificato "2G+". Vale a dire che le persone vaccinate o guarite devono anche presentare un test negativo.

Restrizioni per le persone non immunizzate sono previste anche per gli incontri privati al chiuso: se è presente una persona non vaccinata o guarita di più di 16 anni, questi sono limitati a dieci persone, bambini inclusi.

Allo scopo di limitare i contatti sociali nella popolazione, il Governo ha decretato l'obbligo del telelavoro. Se l'home-working non fosse possibile, bisogna indossare la mascherina nei locali in cui è presente più di una persona.

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Dal 13 gennaio, il periodo di quarantena o isolamento è passato a 5 giorni anziché 10 (7 in alcuni Cantoni). Nella pratica, una persona risultata positiva al coronavirus potrà interrompere l'isolamento dopo 5 giorni se non presenta sintomi da almeno 48 ore. Inoltre, solo le persone che vivono in una stessa economia domestica con una persona positiva o hanno avuto relazioni strette paragonabili dovranno mettersi in quarantena. Questo solamente se non sono state vaccinate negli ultimi quattro mesi.

Qual è la situazione alle frontiere?

Il Consiglio federale ha deciso che dal 22 gennaio le persone vaccinate e guarite non devono più mostrare un test PCR o antigenico rapido negativo prima di entrare in Svizzera. Per chi non è vaccinato o guarito viene mantenuto l'obbligo di presentare un test negativo prima dell'ingresso nella Confederazione. Il formulario d'entrata in Svizzera dovrà essere compilato solo dalle persone che entrano nel Paese in aereo o in bus. 

Per maggiori informazioni sulle regole vigenti a seconda del Paese di provenienza, consultare il servizio della Confederazione TravelCheckLink esterno.

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L'Ufficio federale della migrazione (SEM) ha revocato, a partire dal 24 gennaio, il divieto di entrata per le persone in proveniente dall'Africa australe, in vigore dal novembre 2021, in seguito all'apparizione della variante Omicron in quella regione.

Sempre dal 24 gennaio, Argentina, Australia e Canada sono iscritti nella lista della SEM dei Paesi a rischioLink esterno. Chi arriva da questi Paesi non potrà entrare in Svizzera per un soggiorno di breve durata senza prova di un'avvenuta vaccinazione.

Alle persone di nazionalità elvetica e quelle straniere con permesso di domicilio in Svizzera è consentita l'entrata nel Paese anche se risultate positive al test del coronavirus. In questo caso la persona interessata deve mettersi direttamente in isolamento e annunciarsi al servizio medico cantonale entro due giorni.

Campagna vaccinale

Il 68,22% della popolazione in Svizzera è vaccinato con due dosi, secondo i dati diffusi dall'UFSP il 28 gennaio. Fra la popolazione oltre i 12 anni, la quota sale al 77,61%. Inoltre, il 73,84% delle persone oltre i 65 anni e il 38,72% della popolazione hanno ricevuto il cosiddetto booster.

La richiesta di vaccinazioni contro la Covid-19 per i bambini e le bambine tra i cinque e gli undici anni stenta a decollare in Svizzera. La quota più bassa di bambine e bambini vaccinati si registra al momento nella Svizzera occidentale, con meno del 2%.

Dal 21 gennaio la vaccinazione di richiamo contro il coronavirus è raccomandata per tutte le persone dai 12 in su e per coloro che finora sono stati vaccinati con una dose di vaccino Janssen. Fino a quella data il "booster" era raccomandato solo dai 16 anni. Il richiamo - con il preparato Pfizer a mRNA - è raccomandato non prima di quattro mesi dopo il completamento dell'immunizzazione di base, purché nel frattempo non sia comparsa un'infezione confermata, e avviene al di fuori dell'omologazione da parte di Swissmedic (off-label), precisa una nota dell'UFSP.

Swissmedic ha approvato il booster anti-Covid-19 della Janssen (Johnson & Johnson). Pertanto, le persone di età pari o superiore ai 18 anni che hanno ricevuto il vaccino monodose Janssen almeno quattro mesi prima possono ricevere una dose di richiamo , ha indicato l'Istituto per gli agenti terapeutici in una nota il 27 dicembre 2021.

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Fino al 12 gennaio sono state 11'467  le notifiche di casi sospetti di effetti indesiderati dei tre preparati anti-Covid somministrati in Svizzera, su circa 14,5 milioni di dosi di vaccino inoculate, ha indicato Swissmedic. La maggior parte delle notifiche (62,7%) è stata classificata come "non grave". In 192 casi gravi le persone sono decedute a differenti intervalli di tempo dalla vaccinazione. Nonostante un’associazione temporale con l'inoculazione del vaccino, non vi sono in nessun caso indizi concreti che la causa del decesso sia stata la vaccinazione, puntualizza l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici.

Coronavirus e ricerca medica

Un vaccino contro la Covid-19 sotto forma di cerotto è testato dal 10 gennaio all'Unisanté di Losanna su 26 volontari sani. Potrebbe essere efficace contro le varianti e fornire una protezione a lungo termine contro la malattia. Questo vaccino di nuova generazione funziona secondo un principio diverso da quelli dei vaccini attuali e non utilizza l'RNA messaggero. 

L'anticorpo monoclonale scoperto al laboratorio Humabs Biomed di Bellinzona, nel Canton Ticino, protegge anche dalla Omicron. È quanto risulta da un primo studio sulla nuova variante del coronavirus. Si tratta di una prima a livello mondialeLink esterno dato che, finora, nessuno aveva annunciato di avere un'attività neutralizzante anche contro la Omicron.

Un team di ricercatori dell’istituto di virologia e immunologia dell’Università di Berna sta sviluppando un vaccino anti Covid che può essere somministrato per via nasale. Il vaccino avrebbe anche il vantaggio di essere più efficace soprattutto contro le nuove varianti, secondo Christoph Berger, presidente della Commissione federale per le vaccinazioni. A differenza dei preparati “classici” a mRNA, quello in formato spray si baserebbe infatti su tutto il virus e non solo sulla proteina-spike.

I geni e i livelli di glucosio nel sangue giocano un ruolo cruciale nel decorso della Covid-19, secondo due studi che hanno coinvolto scienziate e scienziati svizzeri.

È stata scoperta una predisposizione genetica correlata a un grave decorso della malattia di Covid-19 e legata al sistema antigenico leucocitario umano. La scoperta è stata realizzata da un team di ricerca internazionale sotto la direzione dell’Ospedale Charité di Berlino e con la partecipazione dell’Ospedale cantonale argoviese di Baden. I risultati dello studio sono stati pubblicati dalla rivista specializzata EClinicalMedicine.

Come sta andando l'economia svizzera?

Secondo le previsioni della Banca nazionale svizzera, il prodotto interno lordo dovrebbe crescere di "circa il 3,5%" quest'anno e di "circa il 3%" nel 2022. In precedenza, si era parlato di un aumento del Pil di circa il 3% quest'anno.

Il mercato del lavoro svizzero sembra assorbire relativamente bene la crisi provocata dalla pandemia, stando ai dati resi noti il 7 gennaio dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco). A fine dicembre il tasso di disoccupazione era al 2,6%, in calo di 0,9 punti sull'arco di un anno. Le persone alla ricerca di un impiego erano 209’676, 50’642 in meno rispetto a un anno prima.

Il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo (KOF) ha da parte sua rivisto al ribasso le sue stime per il 2022. L'anno prossimo il Pil elvetico dovrebbe salire del 3,0%, a fronte del +3,6% pronosticato a inizio ottobre.

Tuttavia, la pandemia pesa sulle prospettive finanziarie degli svizzeri e delle svizzere, come si era già denotato lo scorso anno. La maggioranza è anche preoccupata per l'inflazione, secondo uno studio di Comparis diffuso lunedì 27 dicembre. La percentuale di coloro che prevedono un peggioramento della propria situazione finanziaria è comunque in lieve calo.

Qual è la situazione degli svizzeri che vivono all'estero?

Le svizzere e gli svizzeri residenti all'estero, i loro parenti stretti (coniugi, figli, genitori e suoceri che vivono nella stessa abitazione) e i frontalieri senza assicurazione sanitaria obbligatoria possono farsi vaccinare nella Confederazione.

Molte persone di nazionalità svizzera residenti all'estero si sono trovate in grandi difficoltà finanziarie a causa della pandemia. In Paesi dove i salari sono bassi, i risparmi sono rari e le misure di sostegno pubblico sono scarse, numerose persone espatriate hanno dovuto prendere decisioni cruciali.

La Confederazione ha fornito un aiuto alle svizzere e agli svizzeri all'estero che hanno perso il lavoro o il cui reddito è sceso a un livello talmente basso da non poter più garantire il sostentamento. Sono stati sostenuti anche le persone che lavorano nel settore del turismo e che hanno un reddito insufficiente.

Come sta evolvendo la pandemia nel mondo?

Le campagne di vaccinazione sono in corso nella maggior parte dei Paesi industrializzati. Ci potrebbero però volere mesi o addirittura anni prima che il 50-75% della popolazione venga vaccinata, ciò che consentirebbe di raggiungere la cosiddetta immunità di gregge.

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Dove trovare informazioni sul coronavirus in Svizzera e nel mondo?

Tutte le informazioni e gli approfondimenti sono disponibili nel dossier specialeLink esterno di SWI swissinfo.ch, sulla pagina FacebookLink esterno e su TwitterLink esterno.

Purtroppo non possiamo fare ricerche e rispondere a domande individuali. Si prega di controllare i seguenti siti web ufficiali della Confederazione per le informazioni più accurate e aggiornate.

Infoline per chi viaggia in Svizzera: +41 58 464 44 88 (6am-11pm)

Ufficio federale della salute pubblicaLink esterno

Organizzazione mondiale della sanitàLink esterno

Numero di contagi e decessi a livello mondialeLink esterno

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