Esplode la rabbia dei contadini

Gli agricoltori bloccano l'accesso alle centrali di distribuzione di Coop e Migros Keystone

Delusi dal fallimento dei colloqui di lunedì con i responsabili dei grandi distributori, agricoltori ed allevatori sono passati dalle parole ai fatti.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 novembre 2001 - 21:21

Una ventina di trattori bloccano da mezzanotte l'accesso alla centrale di distribuzione della Migros a Ecublens, impedendo le entrate e le uscite dei camion. Un gruppo di contadini ha passato la notte davanti al deposito ed è stato sostituito in mattinata da altri colleghi. Un'azione analoga è in corso anche al centro Coop della Chaux-de-Fonds.

Non è escluso che la protesta si estenda anche al canton Friburgo. Decine di allevatori friburghesi si sono infatti riuniti in quattro località vodesi, pronti a raggiungere i contadini, che sono già in azione. Anche i produttori di carne svizzero-tedeschi sono pronti a dissotterrare l'ascia di guerra se i prezzi della carne non verranno aumentati.

Gli agricoltori romandi chiedono un aumento di circa due franchi al chilo del prezzo della carne bovina alla produzione. Il Coordinamento svizzero dei contadini, ha invece chiesto martedì a Gossau un franco in più al chilo. Se i negoziati con i grandi distributori falliranno, i contadini svizzero-tedeschi non escludono di ricorrere anch'essi all'arma del blocco.

Lunedì, due delegazioni di contadini erano state ricevute dai responsabili delle direzioni regionali delle centrali di distribuzione di Coop e Migros ma i colloqui erano falliti. Martedì i contadini hanno quindi deciso di inasprire la loro azione bloccando le centrali di distribuzione. I produttori di carne bovina auspicano il ritorno ai prezzi pagati nell'ottobre 2000, prima della seconda crisi della vacca pazza.

Secondo Michel Renevey,di Migros Vaud, i grandi distributori sono già venuti incontro ai contadini, con azioni e offerte speciali, destinate a favorire lo smercio di carne bovina indigena. Il portavoce della Coop, Karl Weisskopf, rimprovera invece ai contadini di aver messo alle strette i grandi distributori, senza cercare prima il dialogo. "Il problema della sovrapproduzione di carne non si risolve ponendo degli ultimatum", dice Weisskopf. Secondo la Coop, l'attuale offerta di carne bovina supera di gran lunga il fabbisogno e un aumento dei prezzi avrebbe un effetto controproducente.

Un'opinione non condivisa dal consigliere nazionale ecologista Fernand Cuche, portavoce del sindacato Uniterre. Il deputato neocastellano ricorda infatti che il sindacato ha comunque già previsto di regolare da solo l'offerta di carne bovina. L'organizazzione agricola romanda AGORA ha lanciato dal canto suo un appello ai grandi distributori affinché riprendano il dialogo sui prezzi alla produzione e propone la creazione di una "tavola rotonda permanente" sulla problematica. Il direttore del Coordinamento svizzero dei contadini, Hans Stalder, sottolinea invece che mentre i margini di guadagno della "lobby della carne" continuano ad aumentare, i prezzi della carne alla produzione stagnano da 40 anni.


swissinfo e agenzie

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