Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Estrema sinistra fuori dal legislativo ginevrino

La partecipazione al voto ha raggiunto il 40,7%. Non si vedeva un tasso così alto dal 1977

(Keystone)

Dopo le elezioni di domenica, la destra populista accede al parlamento cantonale ginevrino, mentre l'estrema sinistra ne è esclusa. Una doppia sorpresa.

Lunedì si svolge tuttavia un secondo conteggio dei voti. I risultati potrebbero quindi nuovamente cambiare.

Stretto nella morsa di una crisi delle finanze pubbliche e dell'alloggio senza precedenti, minato dal tasso di disoccupazione più elevato del paese, il cantone di Ginevra ha espresso il proprio malumore domenica, votando massicciamente per l'estrema destra in occasione dell'elezione per il rinnovo del Gran consiglio. Ne ha fatto le spese l'estrema sinistra, estromessa dal parlamento.

Inesistente tre mesi prima delle votazioni federali del 25 settembre, il Movimento cittadino ginevrino (MCG) - formazione dissidente del partito di destra UDC (Unione democratica di centro) che aveva fatto campagna per il «no» alla libera circolazione - è entrato in parlamento con ben 9 seggi. Dal canto suo, l'UDC ha aggiunto un seggio alla sua deputazione di 10 rappresentanti. Globalmente, le due formazioni all'estrema destra totalizzano 20 dei 100 seggi del parlamento cantonale.

Destra tradizionale regge

I partiti della destra tradizionale sono riusciti a conservare le proprie posizioni: prima formazione politica del cantone, il partito liberale mantiene i 23 seggi occupati in precedenza. Lo stesso si è verificato per il partito radicale, che temeva di non essere in grado di raggiungere il quorum del 7% necessario all'ingresso al parlamento e che invece conserva immutata la sua deputazione di 12 rappresentanti. Terzo membro dell'Intesa ginevrina, il partito democristiano (PPD) continuerà ad occupare i 12 seggi attuali.

A sinistra, i Verdi occupano il secondo posto nella graduatoria delle preferenze dell'elettorato ginevrino: gli ecologisti hanno beneficiato della loro immagine di partito pragmatico ed hanno fatto un nuovo balzo avanti, conquistando cinque seggi. Il numero dei deputati verdi sale da 11 a 16. I socialisti hanno perso due seggi, scendendo a 17 deputati.

Estrema sinistra estromessa

L'Alleanza di sinistra (AdG) - le cui tre formazioni (partito del lavoro - PdL -, movimento Solidarités e indipendenti di sinistra) si sono separate alla vigilia dell'elezione - paga una fattura estremamente salata per le sue lotte intestine: l'AdG ha perso i 13 seggi occupati finora.

La lista composta da PdL e indipendenti di sinistra (presentatasi sotto l'etichetta AdG) ha raccolto il 6,88% dei suffragi, mentre Solidarités ne ha riunito il 6,5%. Unite, le due formazioni si sarebbero mantenute al parlamento, ma la divisione ha provocato la loro estromissione dal legislativo. In questo modo scompare dal parlamento ginevrino anche il partito del lavoro, una delle più antiche formazioni della sinistra locale.

L'elezione ha attirato alle urne una percentuale particolarmente elevata di votanti: la partecipazione ha raggiunto il 40,7%, un dato «eccezionale» secondo il cancelliere di Stato Robert Hensler. Non si vedeva un tasso così alto dal 1977.

Dopo aver «digerito» i risultati dell'elezione odierna, i partiti affronteranno la difficile scelta dei candidati per il rinnovo del Consiglio di Stato, il 13 novembre. In seguito alla rinuncia della liberale Martine Brunschwig Graf e del democristiano Carlo Lamprecht, saranno in palio due dei sette seggi del governo cantonale.

swissinfo e agenzie

In breve

Il 9 ottobre si è svolta nel cantone di Ginevra l'elezione dei 100 membri del parlamento cantonale.

Il risultato dello scrutinio è stato una doppia sorpresa: i partiti dell'estrema sinistra perdono il diritto di presenziare nel legislativo. Vi entrano invece i populisti di destra.

I partiti borghesi conservano la loro posizione.

Fine della finestrella

Fatti e cifre

Popolazione di Ginevra: 428'000 abitanti (CH: 7'418'000)
Disoccupazione: 7,1% (CH: 3,9)
Tasso di alloggi liberi: 01,5% (CH: 0,91)
Reddito pro capite annuo: 52'074 franchi (CH: 48'604)
Salario lordo mensile medio: 6'062 franchi (CH: 5379)
Esportazioni: 10,5 miliardi di franchi (CH: 147,4 miliardi)
Importazioni: 7,7 miliardi di franchi (CH: 138,8 miliardi)

Fine della finestrella


Link

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

×