Evacuata la chiesa di Friborgo, i sans papiers se n'erano andati

I simpatizzanti dei sans-papiers rimasti all'interno della chiesa di St.Paul ad aspettare l'irruzione delle forze dell'ordine Keystone Archive

La polizia cantonale friborghese ha fatto evacuare sabato mattina verso le 3 la chiesa di St. Paul a Friborgo. All'interno dell'edificio sacro, al momento dell'arrivo delle forze dell'ordine, di sans-papiers nemmeno l'ombra. Se ne erano già andati, ritornati nell'illegalità dalla quale chiedono di uscire dallo scorso 4 giugno.

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 agosto 2001 - 12:40

Nessun illegale, quindi, all'interno della chiesa di S.Paul di Friborgo, teatro del lungo braccio di ferro dei sans papiers friborghese, per ottenere i tanto sospirati permessi di dimora e di lavoro. La polizia ha trovato solo un simbolico picchetto composto da 21 simpatizzanti, la maggior parte svizzero-tedeschi, della causa dei sans papiers. I 21 presenti hanno opposto una simbolica resistenza passiva ai fermi di polizia. Dopo l'identificazione, come annuncia la polizia cantonale friborghese, sono stati tutti rilasciati nel corso della mattinata di sabato.

L'operazione di polizia, durata all'incirca una trentina di minuti, si è svolta nella calma e senza incidenti di alcun genere. Al momento dell'irruzione della polizia nei locali sacri della chiesa, era presente anche il prefetto della Sarine Nicolas Deiss, che aveva firmato l'ingiunzione di sgombero dei locali della chiesa, così come richiesto dai proprietari, in questo caso il consiglio parrocchiale della chiesa St. Paul di Friborgo.

La chiesa di St. Paul non accoglierà però alcuna funzione religiosa durante la fine settimana. "Rimarrà chiusa per tutto il week-end", ha fatto sapere Nicolas Betticher, portavoce della curia episcopale di Ginevra, Losanna e Friborgo, cui compete la giurisdizione canonica sulla chiesa di St. Paul. La messa domenicale verrà celebrata in una chiesa vicina alla St.Paul.

Il vescovo di Friborgo, monsignor Bernard Genoud ha dichiarato di essere felice per il fatto che l'occupazione sia terminata senza alcuna violenza. Il prelato friborghese ha riaffermato la propria convinzione nella regolarizzazione caso per caso degli illegali ed ha annunciato che tratterà l'argomento dei sans-papiers nel corso della prossima riunione della Conferenza episcopale svizzera, in programma all'inizio del prossimo mese di settembre.

Negativo invece il giudizio di Jean Kunz, membro del comitato di sostegno ai sans-papiers, il quale ha espresso la propria indignazione, dichiarando che "ciò mostra il coraggio delle nostre autorità, che non hanno osato intervenire durante il giorno, quando erano presenti i giornalisti".

Per quanto concerne infine la sorte degli illegali, una trentina di loro sono ospiti da giovedì sera del Centro d'arte contemporanea Fri-Art, che si trova nella città bassa di Friborgo. Un'altra ventina di illegali si sono invece rifugiati negli appartamenti delle suore di Ingenbohl, dove altre famiglie sono già ospitate da tempo.

Lunedì i sans-papiers hanno espresso l'intenzione di recarsi a Basilea per partecipare al funerale di Padre Cornelius Koch, il parroco degli illegali spentosi giovedì scorso. A tal proposito hanno inviato una lettera al governo friborghese per non essere arrestati proprio in questa occasione. Un'altra manifestazione di sostegno ai sans-papiers è in programma per sabato primo settembre, davanti alla chiesa di St. Paul.

L'elenco aggiornato degli illegali che si sono annunciati per una sanatoria sono oltre un centinaio. Il governo del Canton Friborgo ha però accettato di raccomandarne l'ammissione solo a 21 dei postulanti. In Svizzera il movimento dei sans-papiers occupa le prime pagine dei giornali, le copertine dei settimanali e le aperture di radio e telegiornali da diversi mesi. Lanciato a Losanna lo scorso 25 aprile, il movimento di occupazione delle chiese si è esteso nella Svizzera romanda.

swissinfo e agenzie

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