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Federer alla ricerca della quarta consacrazione al Masters

Al suo arrivo a Shanghai, Federer è stato accolto da numerosi tifosi entusiasti

(Keystone)

Si è aperto domenica a Shanghai il torneo che riunisce gli otto migliori tennisti al mondo. Il basilese, vincitore di tre delle ultime quattro edizioni del Masters, è anche quest'anno il grande favorito.

Alla vigilia dell'inizio del torneo, Federer ha spiegato cosa rappresenta per lui questo appuntamento e ha evocato i problemi che incontra oggi il tennis.

Roger Federer, numero uno nella classifica ATP da ormai quasi quattro anni, scenderà in campo lunedì per affrontare il cileno Fernando Gonzalez (n° 7), che all'inizio della stagione aveva battuto nella finale dell'Open di Australia. Il tennista elvetico dovrà poi vedersela contro il russo Nikolay Davydenko (4) e lo statunitense Andy Roddick (5).

L'altro gruppo riunisce gli spagnoli Rafael Nadal (2) e David Ferrer (6), il serbo Novak Djokovic (3) e il francese Richard Gasquet (8). I primi due di ogni gruppo si qualificheranno per le semifinali. Il montepremi del torneo, che si svolge al coperto, è di 4,45 milioni di dollari.

Alla vigilia dell'inizio del torneo, Federer ha rilasciato un'intervista all'Agence France Presse (AFP), che vi riproponiamo.

AFP: Come abborda questo ultimo appuntamento della stagione?

Roger Federer: Un Masters è qualcosa di speciale, poiché con il suo sistema di gruppi è un torneo molto diverso dagli altri. Per il mio primo match, incontrerò il giocatore contro il quale ho disputato la finale dell'Open di Australia. È assai incredibile! Ciò mostra a che punto questo torneo è difficile. Inoltre in questo momento dell'anno tutti vogliono concludere bene la stagione.

AFP: Questo torneo sembra piacerle molto, visto che negli ultimi quattro anni ha perso un solo incontro, la finale del 2005...

R.F.: È vero, il Masters mi piace moltissimo. C'è un'atmosfera veramente particolare. Nei tornei del Grande Slam vi sono 400 giocatori, tra uomini e donne. Qui solo gli otto migliori. Tutti possono battere tutti. Bisogna veramente stare in guardia dall'inizio alla fine.

AFP: David Nalbandian, che recentemente ha vinto i tornei di Madrid e di Bercy, battendola due volte, non è presente. Cosa pensa di questa situazione?

R.F.: Sono presenti gli otto migliori giocatori della stagione. Certo, queste ultime settimane Nalbandian ha battuto i migliori, ma sull'arco della stagione non è stato regolare e nei tornei del Grande Slam non ha saputo dire la sua. Mi piacerebbe naturalmente affrontarlo di nuovo e batterlo, ma non ne faccio di certo un'ossessione.

AFP: È riuscito a digerire queste due sconfitte?

R.F.: Quella di Madrid l'ho dimenticata subito. Ho perso in finale, ma non è come se fossi stato eliminato in due set al secondo turno.

A Bercy è stato un po' più difficile, ma appena ho lasciato lo stadio mi sentivo già meglio e l'indomani avevo praticamente dimenticato. Bisogna guardare i lati positivi. La sconfitta mi ha permesso di avere una settimana per recuperare prima del Masters e oggi mi sento al 100%.

AFP: Ha l'impressione che la concorrenza diventi sempre più rude?

R.F.: È possibile, ma non bisogna esagerare. Si ha un po' tendenza a dimenticare coloro che non sono più qui, come Agassi o altri. Ad esempio non mi piace che si dica che sono molto più forte di Sampras. Sampras al suo migliore livello? Onestamento non lo so... È verò però che vi sono dei giovani che crescono e che giocano bene.

AFP: In questi ultimi tempi si è parlato molto di problemi extra-sportivi nel tennis, ad esempio delle scommesse...

R.F.: Trovo che vi siano troppe speculazioni. I media ingigantiscono quanto succede e ciò è forse interessante da leggere. Certo, coloro che si rendono colpevoli di simili atti vanno puniti severamente. Non penso però che ciò riguardi i migliori. La tentazione può forse esistere a un livello più basso. Ad alto livello circola invece già talmente denaro che significherebbe correre un rischio veramente stupido.

AFP: Come ha reagito all'annuncio del controllo positivo (cocaina) di Martina Hingis?

R.F.: È stato un grande choc. Sono molto triste per lei. Quando ero giovane mi ha ispirato tantissimo. Ho giocato con lei la Hopman Cup, che aveva un po' lanciato la mia carriera. È stata un grande sorpresa. Non posso immaginarmi che Martina abbia a che fare col doping, poiché non aveva bisogno di questo. Spero che non vi sia nulla di vero. Nel frattempo la sostengo.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Quest'anno Roger Federer ha vinto sette tornei: Australian Open, Dubai, Amburgo, Wimbledon, Cincinnati, US Open e Basilea.
È inoltre approdato quattro volte in finale, a Monte Carlo, al Roland Garros, a Montreal e a Madrid.
Nato nel 1981, Roger Federer si trova al primo posto delle classifiche ATP dal febbraio del 2004.
Durante la sua carriera ha vinto 52 titoli di singolare; 547 gli incontri vinti e 133 quelli persi.

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