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Festa ticinese al Ballenberg

La milizia napoleonica ha tributato gli onori militari

(Keystone)

Ticino ospite d’onore, questa prima fine di settimana d’ottobre, al Museo svizzero dell’abitazione rurale di Brienz, nel Canton Berna.

Due giorni di cultura e gastronomia in onore della conclusione dei lavori di ricostruzione di una masseria ticinese del Settecento.

“Significative testimonianze d’architettura ed edilizia rurale del passato ticinese tornano a rivivere oggi nella Svizzera centrale, rinsaldando il legame tra sud e nord della Confederazione, proprio nell’anno delle celebrazioni del bicentenario della nascita e dell’ingresso del Ticino fra i Cantoni elvetici”.

Con queste parole, il consigliere di Stato ticinese Marco Borradori ha festeggiato l’inserimento di una masseria del Settecento tra i manufatti che rappresentano la Svizzera Italiana al museo all’aperto del Ballenberg.

Presenza rafforzata

La casa colonica, denominata La Pobbia, era stata demolita a Novazzano, nel Mendrisiotto ed è ora stata ricostruita all’interno del parco di 66 ettari del Ballenberg, che ospita un centinaio d’edifici storici provenienti dall’intera Confederazione.

Ereditata dal Canton Ticino grazie ad un lascito dei conti Turconi, anche La Pobbia sarebbe forse stata condannata a sparire nell’incuria del tempo come tutti gli altri manufatti del museo all’aperto.

Per la sua salvaguardia si sono mobilitati investitori pubblici e privati. La fattura per demolire, trasportare, restaurare e ricostruire La Pobbia assomma a 4 milioni e 920 mila franchi. Canton Ticino, Confederazione ed una fondazione ad hoc hanno assicurato i due terzi dell’investimento. Il terzo rimasto scoperto verrà finanziato con sponsor ed offerte.

Tutela del patrimonio storico

Una ricostruzione fedele ha certificato il direttore dell’Ufficio federale della cultura David Streiff: “La masseria di Novazzano è una notevole testimonianza della vita agreste ticinese”.

La ricostruzione della masseria ticinese al Ballenberg non è stata però lodata all’unanimità.

Tita Carloni, uno degli architetti più rappresentativi della Svizzera Italiana, definisce l'intera operazione come “un funerale di prima classe, culturalmente parlando, perché rappresenta la dichiarazione pubblica che l’antica civiltà rustica delle terre che oggi formano il Canton Ticinio è definitivamente defunta”.

Viaggio nelle tradizioni

Oltre alla masseria (in stile lombardo, di manifattura Settecentesca, ma con la corte centrale del 14. mo secolo), la presenza ticinese al Ballenberg è documentata da una casa rurale del 1740, trasportata da Cugnasco e da due case d’abitazione: una della Leventina, l’altra della Val di Blenio.

Un esempio dell’architettura rurale del 19. mo secolo è la forgia, stalla e lavatoio costruita originariamente a Bodio per i lavori della ferrovia del Gottardo.

Un granaio del 1515, la torba proveniente da Campo Vallemaggia, le erbe medicinali della Val Malvaglia, il cadenzato martellare di Alfred Maurer alla forgia sono alcuni degli elementi del tuffo nel passato del Ticino, proposto al museo all’aperto del Ballenberg.

Un sogno che rivive

“Essere qui è come un sogno. In questa casa ho avuto tanta felicità”. Rosangela Valtulini ha gli occhi arrossati e si stringe alle sorelle Elisa e Silvano. Pensano a Renata, l’altra sorella, che non è potuta venire a gioire queste emozioni.

La loro è una delle quattro famiglie di contadini che abitavano la masseria: coltivavano pomodori ed uva per il mercato di Zurigo e tabacco per la manifattura di Balerna.

“È una soddisfazione enorme vedere La Pobbia al Ballenberg. Nessuna di noi quattro avrebbe mai immaginato che la casa dove siamo nate e cresciute sarebbe diventata così famosa”.

Anche Carlo Moretti, 81 anni, è nato e cresciuto alla Pobbia, così come prima di lui suo padre e suo nonno.

Le mani gli tremano quando tocca la targa con il nome di famiglia ancora affisso sulla porta della cantina: “Essere nella mia cantina è rivivere momenti del passato che purtroppo non tornano”.

swissinfo, Sergio Regazzoni, Museo svizzero dell’abitazione rurale, Brienz

Fatti e cifre

100, le abitazioni rurali esposte al Ballenberg
66, gli ettari di terreno del museo, inaugurato nel 1978
250, gli animali da cortile di razza svizzera che vivono nel museo

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In breve

Festa ticinese al Museo all’aperto del Ballenberg per l’inaugurazione della ricostruita casa colonica La Pobbia di Novazzano.

La masseria affianca ed arricchisce l’offerta delle abitazioni rurali ticinesi esposte nel museo vivente di Brienz.

Un centinaio d’edifici, diverse decine di mestieri dell’artigianato tradizionale, erbe medicinali, fiori, le molteplici specie svizzere d’animali da fattoria compongono una Svizzera lunga 4,5 chilometri e larga 1,2: è il Museo svizzero dell’abitazione rurale.

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