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Fiscalità del risparmio: riserbo sui colloqui Svizzera-UE

A Basilea, c'è stata o no, intesa fra il ministro delle finanze Villiger (a destra) e il commissario europeo, Bolkenstein?

(Keystone Archive)

Sul segreto bancario, tema dell'incontro fra il ministro svizzero delle finanze Villiger e il commissario europeo Bolkestein, non è trapelato nulla.

Il consigliere federale Kaspar Villiger ha incontrato mercoledì a Basilea il commissario europeo Frits Bolkestein per discutere dello spinoso dossier "fiscalità del risparmio". Al termine del colloquio non sono state fornite informazioni. A Bruxelles l'incontro era stato definito non più tecnico ma "politico". Per Berna si trattava invece soltanto di un "dialogo puramente informale".

Una versione mantenuta nel succinto comunicato distribuito dal Dipartimento federale delle finanze, in cui si parla di semplice "scambio di vedute", ricordando che i negoziati propriamente detti sono portati avanti dalle "delegazioni incaricate". Nella nota si afferma che "di comune accordo, Kaspar Villiger e Frits Bolkenstein hanno convenuto di non comunicare altre informazioni sui temi affrontati".

Dopo l'apertura dei negoziati sulla tassazione del risparmio, il 18 giugno a Berna, nessuna data era stata fissata per una nuova riunione. Per taluni osservatori, ciò indica una completa divergenza tra i punti di vista svizzero ed europeo.

Alla richiesta comunitaria di uno scambio automatico di informazioni per lottare contro l'evasione fiscale, Berna ha opposto un secco rifiuto e ha proposto una trattenuta alla fonte che non comprometterebbe il segreto bancario. La Svizzera ritiene che la palla sia ora nel campo dell'Ue, ma la sua posizione si è fatta assai precaria.

Svizzera sotto pressione

Al recente vertice di Siviglia, i Quindici hanno formalmente chiesto un'accelerazione dei negoziati per giungere entro la fine dell'anno a un accordo in materia. Il ministro delle finanze tedesco Hans Eichel non è stato tenero verso la Svizzera e ha giudicato la posizione elvetica "inammissibile".

Il nuovo incontro tra Villiger e Bolkenstein era dunque attesissimo. A Bruxelles il portavoce del commissario europeo l'aveva annunciato venerdì scorso sostenendo che si passava ora dal livello tecnico a quello politico.

Una tale enfatizzazione ha subito suscitato a Berna le ire del Dipartimento federale delle finanze. Il suo servizio stampa ha affermato trattarsi di un "dialogo puramente informale" sul quale non c'è molto da dire: "uno scambio di vedute lontano dagli ordini del giorno, delle formalità e del chiasso dei media".

Il "Financial Times" dedica nondimeno un articolo e un editoriale alla questione. Per il giornale della City londinese, la revoca del segreto bancario in caso di evasione fiscale "rimane l'ultimo grande tabù in Svizzera". Se l'atteggiamento elvetico era difendibile quando l'Europa viveva un periodo di sommovimenti politici, "esso non appare più ragionevole per un paese che è stato fra i maggiori beneficiari dello sviluppo di un'Europa senza frontiere", giudica il quotidiano economico britannico.

swissinfo e agenzie

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