Fondi in giacenza: i tempi si allungano

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Le vittime, i detentori di conti in giacenza o le loro famiglie hanno avuto due mesi di tempo per prendere posizione sul piano di ripartizione approntato due mesi fa da Judah Gribetz, incaricato speciale del giudice nuova yorkese Edward Korman.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 novembre 2000 - 10:50

Il magistrato americano ha indetto un'udienza lunedì per verificare il grado di accettazione delle proposte di suddivisione degli 1,25 miliardi di dollari pagati dalle banche svizzere e, in piccola parte (50 milioni), da un gruppo di compagnie assicurative. All'udienza hanno presenziato i rappresentanti delle organizzazioni ebraiche, i legali dei sopravvissuti ed alcuni familiari dei detentori di conti in giacenza.

Malgrado la preoccupazione espressa da alcuni anziani sopravvissuti sui tempi del pagamento della somma versata dagli istituti elvetici, tempi considerati eccessivamente lunghi, è emersa un'accettazione di principio del piano Gribetz. Secondo tale proposta, i detentori dei conti in giacenza o i loro eredi (in tutto si calcola che vi siano 26.000 conti non reclamati, attribuibili alle vittime dell'Olocausto) dovrebbero ricevere 800 milioni di dollari.

In media un libretto di risparmio, risalente a quell'epoca, dovrebbe valere (per il meccanismo dei tassi di interesse combinato al tasso di inflazione) dieci volte la somma depositata. Quanti furono costretti ai lavori forzati, potranno incassare una somma compresa tra i 500 ed i 1.000 dollari.

Le persone in cerca di asilo politico in Svizzera, respinte però alla frontiera otterranno una compensazione di 2.500 dollari. Anche i rifugiati politici, che hanno subito maltrattamenti in Svizzera, possono rivendicare un indennizzo che non supererà comunque i 500 dollari.

Si tratta quasi sempre, come si può notare, di indennizzi simbolici. Il giudice di Nuova York Edward Korman dovrà ora stabilire se vi è sufficiente consenso per distribuire i soldi, secondo le disposizioni proposte dal mediatore.

Un fatto appare comunque certo: i tempi si allungano ed a due anni dall'accordo firmato dalle banche elvetiche, gli aventi diritto non hanno ancora ottenuto nemmeno un cent e, gli osservatori ne sono certi, non lo otterranno prima della fine dell'anno.

Roberto Antonini, Nuova York

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