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Foreste ammalate per la canicola

Per difendersi dalla siccità, gli alberi lasciano cadere le foglie e vanno in letargo (Foto: WSL)

Alberi che si fanno scuri, secchi per l’infestazione del bostrico: sono i primi sintomi sul bosco della recente ondata di calore.

Altre conseguenze si faranno sentire nei prossimi anni, con aumenti del pericolo di valanghe ed incremento dei fenomeni erosivi e delle inondazioni.

Il caldo e la siccità hanno favorito la diffusione del bostrico e aumentato il rischio di incendi nei boschi della Svizzera.

A lanciare l’allarme per il forte pericolo d’incendi nei boschi della Svizzera è la Conferenza degli ispettori cantonali forestali (CIC).

In un comunicato stampa diffuso giovedì 21 agosto, i forestali cantonali elvetici puntualizzano la necessità di misure a corto ed a lungo termine per proteggere le foreste.

La siccità degli ultimi mesi sta creando problemi in particolare agli abeti rossi.

I danni alle foreste si ripercuoteranno anche nelle prossime stagioni, con un aumento del pericolo di valanghe, fenomeni erosivi e inondazioni.

Strategie della natura

Il caldo estremo spinge diversi alberi a liberarsi delle foglie o degli aghi, per limitare la perdita d'acqua, spiega Christoph Zahn, della Direzione federale delle foreste.

Particolarmente difficile è la situazione dell'abete rosso, che è talmente indebolito dalla penuria di umidità da essere facilmente attaccabile dal bostrico.

Nel Giura vi sono gruppi interi di betulle su terreno ghiaioso che hanno lasciato cadere le foglie.

Un fenomeno riscontrabile anche fra i faggi e gli abeti bianchi.

Urs Weber, biologo presso l'istituto botanico dell'Università di Basilea, rende noto che un faggio adulto perde anche 800 litri di acqua al giorno attraverso le foglie.

"Alcuni alberi entrano in una specie di letargo: le foglie cadono, ma i germogli rimangono intatti. Non è quindi escluso che in autunno ricompaiano le foglie se cadrà abbastanza pioggia e le temperature non si faranno troppo rigide", aggiunge Weber.

L’attacco del bostrico

In questi periodi di siccità e di canicola, gli incendi non sono gli unici pericoli a minacciare i boschi.

Per le piante la situazione si fa drammatica perché alcuni insetti vanno a nozze con il clima caldo e secco e si riproducono a dismisura.

Uno dei principali distruttori di piante è il bostrico, che si è riprodotto in modo anomalo nelle Prealpi e nelle Alpi.

Sull'Altopiano si vedono sempre più spesso abeti caduti, morti a causa del bostrico, mentre normalmente una pianta non indebolita non ha difficoltà a parare gli attacchi di questo coleottero.

La funzione del bosco

Il bosco ha funzioni molto importanti. Serve da regolatore delle emissioni di CO2 legate al consumo energetico; protegge gli abitati da valanghe e smottamenti; è uno spazio vitale per fauna e flora; un’oasi per il tempo libero dell’uomo ed offre materie prime e combustibile rigenerabile.

In Svizzera il 30 per cento del territorio è ricoperto da boschi e foreste. L’economia forestale svizzera, nella quale sono attive circa 7.500 addetti, contribuisce con l’1% alla formazione del Pil, il prodotto interno lordo, ossia la ricchezza prodotta dal Paese Svizzera in un anno.

In Europa, la superficie coperta da boschi e foreste occupa il 46 per cento del territorio. I boschi del vecchio continente costituiscono circa un quarto della superficie forestale globale.

swissinfo e agenzie

In breve

Boschi svizzeri ad alto rischio d’incendi, inondazioni e valanghe. Sono le conseguenze del caldo e della siccità.

L’allarme lanciato dalla Conferenza degli ispettori cantonali forestali.

Alpi e Prealpi le regioni più a rischio.

Abeti rossi, betulle e faggi minacciati dall’attacco del bostrico, un coleottero che trova nel legno condizioni ideali per riprodursi.

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Fatti e cifre

30%, la superficie della Svizzera ricoperta da bosco
477 km2, l’aumento registrato nel decennio 1985/95 della superficie occupata dalle foreste
10 milioni di metri cubi, la quantità di legname che cresce annualmente nei boschi svizzeri
1%, la quota parte dell'economia forestale nella formazione del PIL

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