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Fortificazioni: che passione!

Nel cuore delle alpi, un sistema di fortificazioni rimasto intatto

(swissinfo.ch)

"Ci è sembrato molto importante conservare le testimonianze di un patrimonio militare, prima che scomparissero".

Jean-Charles Moret è il vice-presidente di Fort.ch, organizzazione che mette insieme le associazioni regionali che si dedicano alla salvaguardia delle molte fortificazioni svizzere oggi diventate museo.

Vera memoria storica ambulante del bunker nostrano, Moret spiega pazientemente che "fino alla caduta del muro di Berlino nella Confederazione c’erano circa 21.000 opere di ogni genere, dai magazzini per munizioni alle roccaforti, passando per arsenali sotterranei, fortezze e bunker veri e propri.

In tutto, un centinaio erano grandi opere d’artiglieria e circa 400 quelle destinate alla fanteria". La missione di Fort.ch è iniziata una decina di anni fa: "Abbiamo contattato l’esercito per capire quali fossero le condizioni per acquisire una parte di questo patrimonio. L’esercito non ci ha potuto certo donare queste strutture, ma ce le ha concesse a prezzi che possiamo considerare simbolici e che variano molto a seconda delle dimensioni delle strutture e dalla loro localizzazione".

Sono così nati i "musei delle fortificazioni": una rete capillare di luoghi tutti da visitare, perfettamente conservati con il loro contenuto originario, armamenti inclusi, un fatto che Moret assicura essere "assolutamente unico in Europa: negli altri paesi, queste strutture sono state abbandonate e sono cadute in rovina dopo la seconda guerra mondiale. Il fatto che nel nostro paese siano rimaste attive o comunque sottoposte a regolare manutenzione fino ai giorni nostri, ha consentito di avere oggi una rete di fortificazioni perfettamente conservate".

Non si tratta di una missione facile: "In pratica, subentriamo all’esercito nella gestione di un patrimonio storico nazionale. Ma questo implica molta motivazione: ci vogliono volontari che possano fare le riparazioni necessarie, così come ricercatori e storici che possano aiutarci ad organizzare le visite guidate. L’aspetto finanziario è anche molto importante: non riceviamo finanziamenti pubblici e tutto quello che possediamo deriva dagli introiti delle visite a pagamento e dalle donazioni di membri delle varie associazioni regionali". Il sito dell’associazione è ricco ed aggiornato, e su richiesta si possono ricevere mappe dettagliate di tutte le fortificazioni diventate museo.


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