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Forum su Internet: criticata la censura della rete

In Cina non tutti i siti Internet sono accessibili

(Keystone)

Giovedì si è concluso in Grecia, senza raggiungere alcuna decisione concreta, il primo 'Forum Mondiale sul governo di Internet' (Fgi). L'incontro aveva solo carattere consultativo.

Ampio spazio hanno avuto i dibattiti sulla questione delle restrizioni all'accesso ad Internet imposte dalla Cina, con l'aiuto di compagnie come Google e Microsoft.

"Lo scopo del forum non era arrivare ad un accordo o ad una conclusione, ma di parlarsi. Solo quattro anni fa queste persone non si sarebbero nemmeno sedute allo stesso tavolo", ha dichiarato lo svizzero Markus Kummer, che in Grecia guidava il segretariato del gruppo di lavoro dell'ONU sul governo di Internet.

In un certo senso questo finale era scontato in quanto il Forum- come sin dall'inizio era stato fatto rilevare - non è un organismo nel cui ambito si prendono decisioni bensì solo uno "spazio di dialogo".

Di certo è stato deciso che il Forum - cui hanno preso parte oltre 1.200 delegati di 90 nazioni, di aziende che operano in Internet (Yahoo, Google, Microsoft), di istituti internazionali (Ue, Consiglio d'Europa, Ocse), di organizzazioni in difesa dei diritti umani (Amnesty International) - tornerà a riunirsi ogni anno almeno per i quattro anni a venire.

Ad ospitare il Forum l'anno prossimo sarà Rio de Janeiro, nel 2008 si terrà in India, l'anno seguente in Egitto mentre Lituania e Azerbaigian sono in lizza per aggiudicarsi l'edizione del 2010.

Sicurezza e censura

Tra i tanti argomenti in discussione, il carattere aperto di Internet, la sicurezza, la diversità e l'accessibilità alla rete. Il contestato controllo Usa sulla gestione tecnica della rete è stato a stento sfiorato dai delegati, mentre più spazio hanno avuto i dibattiti sulla questione delle restrizioni all'accesso ad Internet imposte da alcuni Paesi.

Ciò avviene ad esempio in Cina con l'aiuto di compagnie come Google e Microsoft, che sono state accusate di fornire alla polizia cinese strumenti di alta tecnologia per limitare la libertà di movimento in rete.

La Cina rappresenta il secondo mercato mondiale per Internet e, stando a dati emersi durante il Forum, nel Paese vi sarebbero almeno 30 mila persone addette al controllo di siti web alla ricerca di "materiale sovversivo".

Petizione di Amnesty

L'unica nota della giornata degna di rilievo è stato un appello lanciato da Amnesty International alle Nazioni Unite affinché diano il loro aiuto per eliminare la censura all'accesso alla rete che l'organizzazione considera una violazione dei fondamentali diritti umani.

Un gruppo di delegati di Amnesty ha consegnato una petizione in questo senso - firmata da 50 mila persone - a Nitin Desau, rappresentante speciale del segretario generale dell'ONU al Forum. "Credo - è scritto nel documento - che Internet debba essere una forza per la libertà politica e non per la repressione.

La gente ha il diritto di cercare e ricevere informazioni ed esprimere opinioni pacifiche on-line senza timori o intromissioni. Chiedo ai governi di mettere fine alle arbitrarie restrizioni della libertà di espressione su Internet ed alle compagnie di non aiutarli più a fare ciò che fanno", conclude la petizione.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

Vi sono più di 100 milioni di siti internet nel mondo.
Nel 1995 la rete ne contava solo 19 000. Il milione è stato superato nel 1997.
La rete continua ad espandersi dal 2004, soprattutto grazie ai blog.
Dall'inizio del 2006 la rete conta 27,4 milioni di nuovi siti.

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In breve

In occasione della seconda tappa del Vertice mondiale dell'informazione, svoltosi a Tunisi il 16 e 17 novembre 2005, il segretario generale dell'ONU aveva sollecitato la convocazione di un incontro per permettere il dialogo tra tutte le parti in causa: il Forum sul governo di Internet (FGI).

Questo incontro si è tenuto dal 30 ottobre al 2 novembre vicino ad Atene. Hanno partecipato parecchie centinaia di delegati in rappresentanza di Stati, imprese e società civile.

La Svizzera era rappresentata da Frédéric Riehl, vicedirettore dell'Ufficio federale della comunicazione.

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