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Fotografia svizzera René Burri e le esplosioni visive di un artista pluridisciplinare

Frutto di anni di ricerche e di studi, una mostra al Musée de l'Elysée di Losanna offre una nuova visione sull'insieme dell'eterogenea creatività di René Burri. Il Musée de l'Elysée dal 2013 ospita l'archivio privato del celebre fotogiornalista, autore di oltre 30'000 scatti. L'esposizione è aperta fino al 3 maggio.

Il fotoreporter svizzero René Burri è morto nel 2014 all'età di 80 anni dopo una lunga carriera. Ha iniziato presto a viaggiare per i suoi reportage e non si è mai fermato. Tuttavia, Burri non ha mai dimenticato le sue origini, e la particolarità di una vita tra due paesi – la Svizzera e la sua seconda patria, la Francia – ha sempre esercitato un influsso sul suo lavoro.

Il titolo della mostra "René Burri, l'esplosione dello sguardoLink esterno" evoca subito qualcosa di grandioso, incontrollato e selvaggio. Riflette il desiderio di Burri di superare i limiti tecnici che sono naturalmente inerenti alla fotografia.

René Burri è stato allievo di Hans Finsler alla Scuola d'arte e artigianato di Zurigo. In quell'ambiente, la fotografia ha iniziato a inserirsi nel mondo dell'arte. Lì, le nuove possibilità dello strumento fotografico erano ancora direttamente opposte alle forme tradizionali delle belle arti. Il disegno e lo schizzo erano insegnati come una scuola di arte visiva che completava la fotografia.

René Burri ha così potuto ispirarsi osservando direttamente dei modelli nella sua cerchia di conoscenti. Un altro noto fotoreporter svizzero, Werner Bischof, se ne andava in giro portando sempre con sé un blocco per schizzi.

Nel 1993 Burri si è recato a Cuba per la rivista culturale "DU". Il caporedattore, Marco Meier, lo ha incontrato lì e ha descritto come il fotografo svizzero lo aveva accolto all'Avana:

"Mi sentivo come se stessi tornando a casa. Come un padre, Burri aveva già preparato quasi tutto. La sua stanza all'Hotel Inglaterra era sistemata come se fosse stata il salotto di casa sua: libri ovunque, foto della sua seconda moglie, sigari, quaderni con appunti, quaderni con schizzi per i suoi collage, acquerelli, pennelli e, inevitabilmente, lime e rum per un primo mojito".

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