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Polemiche in Francia dopo che il presidente del sindacato nazionale dei ginecologi (Syngof), Bertrand de Rochambeau, ha definito l'interruzione volontaria di gravidanza un "omicidio".

KEYSTONE/CHRISTIAN BEUTLER

(sda-ats)

Polemiche in Francia dopo che il presidente del sindacato nazionale dei ginecologi (Syngof), Bertrand de Rochambeau, ha giustificato il rifiuto di praticare l'interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), definendola un "omicidio".

"Il nostro compito non è sottrarre vite umane", ha dichiarato, in un reportage diffuso ieri sera su TMC.

Parole "fermamente" condannate dalle ministre per la Salute e la Parità, Agnès Buzyn e Marlène Schiappa. "Condanniamo le parole del presidente del Syngof e restiamo determinate a difendere ovunque il diritto all'interruzione volontaria di gravidanza. Ogni donna deve poterla esercitare in completa libertà". E ancora: "L'Ivg è un diritto troppo spesso minacciato per cui non bisogna mollare gli sforzi".

Se "i medici hanno effettivamente il diritto di rifiutare un'interruzione volontaria di gravidanza, hanno, invece, l'obbligo di orientare la paziente verso un altro medico o una struttura che risponda alla sua domanda". "L'Ivg dev'essere un diritto reale - avvertono -. Nessuno può ostacolarlo".

Mentre la co-presidente femminista di Planing Familial, Véronique Séhier, si indigna su Twitter. "Scandaloso! La clausola di coscienza sull'Ivg è un ostacolo ai diritti delle donne e alla loro salute, un vero pericolo, in prospettiva, per questo diritto fondamentale. In Italia, oltre il 70% dei medici rifiutano. E i precari? E quelle che non hanno l'auto o soldi?".

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SDA-ATS