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Frenato il ministro dei trasporti

Giornata nera per Moritz Leuenberger

(Keystone)

Raddoppio della galleria del San Gottardo e fondo per finanziare l'ampliamento della rete stradale: il Consiglio nazionale va oltre l'iniziativa Avanti.

È la fine di una tradizione che vedeva i controprogetti ammorbidire le richieste delle iniziative.

Le Alpi, imponenti, forti, tanto da sembrare indistruttibili: non lo sono. Per questo il popolo svizzero aveva deciso di proteggerle accettando, nel 1994, l'iniziativa delle Alpi.

Le Alpi però non sono solo un ambiente naturale da preservare, sono anche un ostacolo alla comunicazione tra Europa del Nord ed Europa del Sud, un imbuto in cui s'infilano autocarri carichi di mercanzia e automobili di vacanzieri.

Senza Alpi di mezzo, dalla Scandinavia al tacco dello Stivale la strada sarebbe lunga, diritta e tutto sommato scorrevole. Invece ci sono valichi da superare - cosa non sempre possibile per gli autocarri - e gallerie, come quella del San Gottardo, autostradali sì, ma ad una corsia sola e nelle quali i sensi di marcia non sono separati.

L'iniziativa Avanti, lanciata dal Touring Club svizzero, vorrebbe rendere più scorrevole il traffico sulle strade elvetiche potenziando i raccordi autostradali più importanti e raddoppiando la galleria del San Gottardo.

Più avanti di Avanti

Accettando, con 94 voti contro 83 e 7 astenuti, il controprogetto della sua commissione, la camera bassa del parlamento si spinge oltre il testo dell'iniziativa Avanti.

Il controprogetto, infatti, riprende le rivendicazioni dell'iniziativa - raddoppio del Gottardo ed estensione a sei corsie dei tratti autostradali della A1 Ginevra-Losanna e Berna-Zurigo - aggiungendovi le misure in favore dello snellimento del traffico negli agglomerati volute dal Consiglio federale.

Inoltre, il controprogetto votato dal Nazionale comprende anche l'istituzione di un fondo autonomo. Servirà a finanziare la conclusione della rete autostradale, l'estensione della sua capacità e il miglioramento della fluidità del traffico nelle città e negli agglomerati.

La strada della destra contro il treno della sinistra

Imponendosi su socialisti, ecologisti, evangelici e una maggioranza di PPD, i deputati UDC, PLR e liberali hanno accolto le rivendicazioni della lobby stradale. Il lungo e ripetitivo dibattito d'entrata in materia, iniziato martedì, è stata caratterizzato da un netto divario tra destra e sinistra.

Si sono scontrate due visioni opposte della politica dei trasporti. Per i borghesi occorre abolire gli ingorghi, evitare di penalizzare la mobilità individuale e i trasporti privati. Per questo è necessario ampliare la rete stradale e renderla più sicura.

Per socialisti e verdi, invece, chi semina strade raccoglie traffico. L'unica soluzione possibile per rispondere contemporaneamente ai problemi presentati dal traffico e dall'ambiente, è quella di potenziare la ferrovia e favorire il trasporto delle merci su rotaia.

Il sì del Nazionale fa storcere il naso al Consiglio federale

Per scavare una seconda galleria sotto il Gottardo sarà necessario introdurre un'eccezione nel testo costituzionale. Infatti, l'articolo sulla protezione delle Alpi, accettato nel 1994, vieta la costruzione di nuovi tunnel.

Per questo il Consiglio federale, come ha ricordato Moritz Leuenberger, non ha mai iscritto il raddoppio del Gottardo nel suo programma. Per il ministro dei trasporti, la precedenza va data al trasferimento del traffico merci dalla strada alla ferrovia, strategia più volte approvata dal popolo.

Al Consiglio federale non piace nemmeno l'idea del fondo di finanziamento. "È contrario al freno all'indebitamento e complica la politica finanziaria della Confederazione", ha detto Leuenberger.

Un dibattito dai toni accesi

La tematica è una di quelle che scotta: molti interessi in gioco, poche certezze. Nemmeno gli esperti riescono a mettersi d'accordo su quali potrebbero essere gli impatti ambientali o politici di un eventuale potenziamento della rete stradale.

Ulrich Giezendanner, strenuo difensore delle ragioni degli autotrasportatori e membro del comitato d'iniziativa Avanti, è convinto del fatto suo e non teme il confronto con il popolo: "Sono assolutamente sicuro che la proposta accettata oggi, riscuoterà il favore dei cittadini".

Di tutt'altro avviso è il socialista Hämmerle: "La risicata maggioranza borghese di oggi ha caricato troppo il suo carro. La votazione popolare lo rovescerà".

Intanto, in attesa che il popolo entri in gioco, la palla passa agli Stati.

swissinfo


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