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Gelson Fernandes

Gelson Fernandes utilizza le tecnologie più moderne per rimanere in contatto con la Svizzera

(swissinfo.ch)

Il centrocampista del Manchester City e della nazionale svizzera ha ricevuto swissinfo a casa sua al ritmo dello Zouc e del Funana, le musiche predilette a Capo Verde.

Maglietta blu coi colori del suo club dei Citizens, Gelson Fernandes getta un'occhiata allo schermo del suo computer portatile, sul quale gli e-mail si succedono a un ritmo sfrenato. I nuovi mezzi di comunicazione sono assai utili per rompere la solitudine di un calciatore esiliato.

Col telefonino in una mano e un giornale nell'altra, il giovane centrocampista del Manchester City ha appena finito di cenare assieme ai suoi compagni di squadra. Prima di abbandonarsi nelle braccia di Morfeo, Fernandes deve ancora farsi massaggiare: domani il City affronta l'Arsenal di Philippe Senderos, suo compagno nella nazionale svizzera.

Sion-Manchester, andata semplice

Trasferito lo scorso anno a Manchester, l'ex giocatore dell'FC Sion è riuscito ad imporsi come uno dei titolari indiscussi per il ruolo di mediano. Ci sono dei segni che non ingannano: il suo club gli ha appena trovato un nuovo appartamento, un bel duplex non lontano dal centro cittadino.

Gelson sorride, come sempre. Ma in questo caso la sua felicità è giustificata: "Volevo giocare in Inghilterra ed eccomi qui. È questo il mio calcio. Il gioco è molto intenso fisicamente e vi sono delle accelerazioni a ripetizione. Per giocare in Italia e in Spagna sono ancora un po' troppo disordinato. Qui ho il mio posto".

Mostrare le zanne

Tutto va bene, d'accordo. Ma il suo passaggio dal FC Sion al Manchester City non è stato così semplice.

"Quando sbarchi in una squadra di 30 giocatori, 25 dei quali fanno parte dei quadri della nazionale del loro paese, sei obbligato a batterti per crearti un tuo spazio. Bisogna mostrare le zanne e non pensare un solo secondo che sei il piccolo svizzero, se no sei finito".

In questo mondo non c'è posto per chi si lamenta o abbassa le braccia. E in caso di pessima prestazione non vi è nessuna pietà. Gelson è ormai lontano anni luce dal bozzolo di Sion, dove era il figliol prodigo del club e dove suo padre è ancora portinaio dello stadio. Il cambiamento di statuto è vertiginoso.

"Arrivando qui, prima di tutto non sei neppure convocato per la partita. E il giorno in cui ti si dà la chance di scendere in campo, devi provare al tuo nuovo club che non si è sbagliato a scommettere su di te e dimostrare che sei capace di giocare a simili livelli. Per me questo test si è svolto contro il Portsmouth. Per fortuna tutto è andato bene. Da allora le cose si sono fatte più semplici, ma devo comunque continuare a battermi".

Inoltre, Gelson ha dovuto ambientarsi in un nuovo paese. Spostarsi, fare la spesa, chiedere dei documenti... tutto è più complicato in un ambiente sconosciuto. A ciò si aggiunge la distanza che lo separa dai genitori, dal fratello, dalla sorella. Una lontananza non sempre facile da gestire per un ragazzo che non ha neanche 22 anni.

Dopo sei mesi, Gelson Fernandes è comunque riuscito a trovare dei punti di riferimento: "Posso finalmente affermare di sentirmi veramente ben in questo club e in questa città".

Sull'altra riva dell'Oceano

Sei mesi è anche il tempo che gli ci è voluto quando è arrivato in Svizzera per non essere più impressionato dalle montagne e dalla neve. "Mi ricordo che quando sono arrivato in treno da Parigi, questo paesaggio mi ha segnato".

All'epoca Gelson Fernandes aveva cinque anni. Aveva appena lasciato il sole della sua isola natale di Capo Verde per raggiungere, assieme alla mamma, il padre giunto in Svizzera qualche anno prima. "Quando giochi con gli altri bambini, tutto va molto velecemente. E poi, quando sei piccolo, vedi le cose in modo diverso. Dopo qualche mese mi sentivo vallesano".

Dei ricordi della sua prima infanzia? Gelson ne ha pochi, "a parte che già mi piaceva correre dietro a un pallone. E anche il mare... Sì, l'oceano immenso. Ciò di cui sono sicuro è che questi primi cinque anni della mia vita sono stati molto importanti nella mia costruzione personale".

"Capo Verde è l'oceano, la sabbia, la spiaggia, i pesci, le pietanze a base di mais, che mi mancano moltissimo, e soprattutto una grande gioia di vivere. Quando torno vado subito ad abbracciare le mie due nonne, Zita e Marie-José. E poi, là, la gente aspetta Gelson, e non Fernandes che gioca a Manchester City. Secondo me, la grande differenza con l'Europa e che in queste isole la gente è capace di essere felice con ciò che ha!".

Viaggiare con la musica

Primo capitano di colore di una squadra nazionale, quella junioni, membro a pieno titolo di un gruppo che giocherà l'Euro, Gelson Fernandes si sente svizzero, pur rivendicando con ardore le sue origini africane.

"Per me è molto importante. Basta guardare la mia pelle, si vede subito da dove vengo. È la mia cultura, sono le mie radici. Del resto non passa giorno senza che io viaggi anche solo per un istante dall'altra parte dell'oceano. Basta un po' di Zouc o di Founana (due generi musicali di Capo Verde, ndr). In questi momenti nulla può turbarmi".

Svizzero-vallesano-capoverdiano! Il mix è esplosivo: il mare e le montagne, il sole e la neve, l'audacia e la ragione, il ritmo e la serenità. Sono questi gli elementi che lo fanno avanzare. E nessuno sa dove si fermerà.

swissinfo, Mathias Froidevaux, Manchester
(traduzione di Daniele Mariani)

Gelson Fernandes

Gelson Fernandes è nato il 2 settembre 1986 a Capo Verde.

Formato in seno al Sion, ha disputato 99 partite nel campionato svizzero, la prima il 26 aprile 2003 contro il Lucerna.

Nel luglio del 2007, il Manchester City ha sborsato 9,1 milioni di franchi per acquistarlo dal Sion. Si tratta del secondo trasferimento più caro per un giocatore svizzero, dopo quello di Patrick Müller nel 1998, passato dal Servette alla Juventus per 12 milioni.

Gelson Fernandes ha vestito per la prima volta la maglia della nazionale svizzera nell'agosto del 2007 contro i Paesi BAssi.

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MANCHESTER CITY

La squadra del Manchester City è stata fondata nel 1887. I suoi giocatori sono soprannominati i "Citizens". Dal 2003 il club ha un nuovo stadio di 48'000 posti.

Il Manchester City ha vinto due volte il campionato inglese (1937 e 1968) e quattro coppe. Non è però mai riuscito a mettersi in evidenza a livello europeo.

Il club è stato acquistato dall'uomo d'affari ed ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra. L'allenatore è Sven-Goran Eriksson. Il Manchester City quest'anno è nella parte alta della classifica.

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