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Jörg Meuthen (a sinistra) e Frauke Petry al congresso dell'AfD a Colonia.

Keystone/AP/MARTIN MEISSNER

(sda-ats)

Al congresso nazionale del partito della destra populista tedesca Alternative für Deutschland (AfD), riunito oggi e domani a Colonia, la leader Frauke Petry si è spesa per una "realpolitik" e ha subito una sonora sconfitta.

La sua mozione sulla direzione futura dell'AfD è infatti stata bocciata e non è stata inserita neppure all'ordine del giorno.

L'idea di ammorbidire la politica del partito, per fare in modo che nel lungo periodo AfD possa trovare futuri "alleati" nello scenario politico federale e governare in coalizioni tradizionali è stata aspramente contestata dal copresidente Jörg Meuthen: "Con questa gente non vogliamo allearci", ha replicato alla proposta della Petry.

Anche sulle politiche migratorie, Meuthen ha chiarito di voler mantenere il pugno fermo: "Non vogliamo diventare una minoranza nel paese".

Pur mostrando la sua delusione, e definendo la scelta di rigettare la mozione un "errore", Petry ha affermato di voler proseguire per ora a militare in AfD come presidente federale: "Osserverò gli sviluppi fino a settembre nella mia funzione. Sono e resto presidente".

Petry ha annunciato nei giorni scorsi la decisione di non presentarsi come candidato del partito alle elezioni federali di settembre. Il volto di AFD (o il team leader) per le urne sarà scelto fra oggi e domani.

SDA-ATS