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Giappone: UBS al rilancio negli immobili

Impegno a est per UBS: rianimare il mercato immobiliare nipponico

(Keystone Archive)

Attraverso dei nuovi fondi d'investimento, la prima banca svizzera spera di rilanciare, nel Paese del sol levante, un mercato dell'edilizia moribondo.

È una prima per una grande banca straniera in Giappone. E per inserirsi nell'ostico mercato nipponico è stata necessaria un'alleanza con la locale Mitsubishi Corporation. Il traguardo è far uscire il mercato immobiliare dalla paralisi e renderlo più "liquido".

Con un sistema di securitizzazione dei crediti ipotecari, il gruppo finanziario elvetico vuole incoraggiare acquirenti e proprietari a riprendere le transazioni. Al momento i passaggi di proprietà sono cosa rara nel Paese del sol levante che langue nella crisi peggiore del dopoguerra. Dall'implosione dei mercati interni, dieci anni fa, il mercato immobiliare ha perso tre quarti del proprio valore.

Le banche che si sono rovinate nella speculazione degli anni Ottanta, esitano ancora a sbarazzarsi di immobili e terreni. Aspettando invano un rialzo dei prezzi.

Fondi specializzati

L'UBS ha importato dagli Stati Uniti un nuovo veicolo finanziario per sperimentarlo sul paziente orientale. Il nome fra gli addetti è REIT (Real Estate Investment Fund). Questo genere di fondi specializzati nell'acquisizione, vendita, o affitto d'immobili, di superfici edificabili o di complessi alberghieri è quotato in borsa.

"Questa ingegneria finanziaria libera le catene di grandi magazzini dal fardello d'investimenti per l'acquisto dei terreni e la costruzione delle loro infrastrutture", spiega Toshihiko Okino, un analista della UBS Warburg di Tokio.

E aggiunge: "Il rischio è assunto dal fondo d'investimento, che dispone di conoscenze e mezzi finanziari per assumere tali compiti".

Il capitale per decollare

UBS e Mitsubishi Corporation hanno messo a disposizione dell'impresa più di 600 milioni di dollari per permettere il "decollo" del loro fondo. La quotazione in borsa dovrebbe garantire la "massa critica" sufficiente. "Un'analoga iniziativa ha attirato cinque volte più investitori di quanto non attendessero gli analisti.

Nel paese dei tassi d'interesse a tasso zero, i fondi REIT garantiscono una rendita annua fra il 4 e il 5 per cento. Questo spiega la consistenza del dirottamento di risparmi da parte di investitori privati", spiega un responsabile UBS a Tokio.

Alcuni specialisti stimano che i fondi REIT potrebbero raggiungere un giro d'affari di oltre 100 miliardi di dollari. La cifra appare senz'altro esagerata, ma per il 2002 si potrebbe raggiungere quota 10 miliardi di dollari.

Per UBS, l'alleanza con la Mitsubishi Cortoration potrebbe giocare un ruolo chiave nella trasformazione di un mercato immobiliare che si ritrova ormai sempre più sotto l'influenza dei prodotti finanziari provenienti da Wall Street.

Georges Baumgartner, Tokio

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