Gioielli della natura in uno scrigno

Le Bolle di Magadino, un patrimonio naturalistico protetto a livello internazionale swissinfo.ch

Le Bolle di Magadino, oasi del Ticino prediletta da molti uccelli migratori, costituiscono uno dei nove paesaggi golenali svizzeri protetti a livello internazionale.

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 aprile 2006 - 17:28

Dal 1981 è attivo un centro di monitoraggio degli uccelli e in 25 anni sono stati marcati, nel quadro di progetti nazionali e internazionali, oltre 90 mila individui di 135 specie.

Proprio recentemente le Bolle di Magadino - affacciate sul Verbano, alle foci dei fiumi Ticino e Verzasca - sono state sotto i riflettori dei media svizzeri nell'ambito di un programma nazionale di sorveglianza per il virus dell'aviaria.

Fino a metà maggio le Bolle saranno infatti l'unico punto di monitoraggio in Svizzera per gli uccelli migratori; si procederà inoltre al campionamento esplorativo degli uccelli acquatici e di quelli provenienti dall'Africa.

Valore naturalistico internazionale

Le Bolle di Magadino, caratterizzate da un'ampia varietà di ambienti naturali, sono iscritte nella Convenzione di Ramsar (dedicata alle zone umide di importanza internazionale) dal 1982. Costituiscono uno degli ultimi esempi di delta dove, almeno in parte, si sono conservati degli ambienti naturali.

Le Bolle sono davvero uno scrigno di tesori naturali: sono state recensite, per esempio, 819 specie di piante, 388 specie di funghi e 271 specie di uccelli. Grazie alla rive naturali ricchissime di vegetazione acquatica, sono anche uno degli ultimi luoghi di riproduzione per numerose specie di pesci.

Questa straordinaria diversità rispecchia la particolare posizione ecologica delle Bolle, quella cioè di essere in una zona di transizione tra l'ambiente acquatico e quello terrestre.

Numerose specie vegetali e animali, rare in tutta Europa, sono minacciate d'estinzione a causa della sistematica distruzione degli ambienti naturali. Le Bolle di Magadino costituiscono per loro uno degli ultimi sicuri rifugi.

Un laboratorio scientifico

Divise in tre zone – meridionali, centrali e settentrionali – le Bolle sono un susseguirsi di lanche, canali, stagni, pozze e canneti che servono da sempre come luogo di sosta e di foraggiamento agli uccelli migratori.

Per la concentrazione delle specie di uccelli, che possono essere studiate con relativa facilità, la stazione di inanellamento delle Bolle è stata inserita nel 1994 nel network europeo sostenuto dall'"European Science Fundation" e che comprende una quarantina di centri fra la Finlandia e il Golfo di Guinea.

"Questo centro di inanellamento – precisa Roberto Lardelli, ornitologo e promotore del centro – ci permette di osservare un fenomeno davvero molto complesso come quello delle migrazioni. E le osservazioni, accuratamente registrate, ci forniscono molte informazioni".

"L'obiettivo è quello di comprendere perché gli uccelli, catturati con delle reti che non procurano nessun tipo di danno, migrino alle Bolle e che tipo di importanza assumono le Bolle nel contesto del sistema delle migrazioni in Europa".

Problemi e minacce

Paradiso per gli uccelli, le Bolle sono state però additate, sebbene ingiustamente, come causa dell'invasione di zanzare, di cui la popolazione farebbe volentieri a meno.

L'eccessiva proliferazione di questi fastidiosi insetti era stata in un primo tempo messa in relazione con le aere umide delle Bolle. In realtà il fenomeno zanzare è piuttosto legato alle frequenti esondazioni del lago e ai ristagni d'acqua.

Ma la minaccia più grande viene, come accade spesso, direttamente dall'uomo. Fonte di gravi problemi, secondo gli studiosi, l'agricoltura estensiva ed intensiva, la presenza di rifiuti solidi nell'acqua, l'intenso traffico di natanti.

Ma incombe un'altra minaccia potenziale: il progettato ampliamento dell'aeroporto di Magadino, poco distante dalla riserva naturale, che prevede la costruzione di una nuova pista asfaltata lunga circa 1'200 metri.

Salvaguardia e protezione

La gestione delle Bolle di Magadino è stata affidata ad una Fondazione costituita nel 1975. Ne fanno parte rappresentati del Canton Ticino, della Confederazione e di diverse associazioni ambientaliste.

Per i prossimi anni la Fondazione ha fissato due obiettivi: rinaturare la foce del Ticino e, di conseguenza, facilitare e promuovere l'avvicinamento alle Bolle, affinché esse siano più fruibili.

I numerosi visitatori delle Bolle, infatti, sono molto diversi tra loro e quindi occorre rispondere alle loro esigenze in maniera differenziata.

L'idea è quella di creare nuovi percorsi e nuovi itinerari in grado di canalizzare i visitatori, evitando così un eccessivo impatto sulle zone più sensibili e fragili delle Bolle, ma senza nulla togliere alla scoperta della straordinaria ricchezza della natura.

Il miglioramento delle offerta comprende anche la realizzazione di un centro di accoglienza, punto di partenza delle visite con una parte dedicata alle esposizioni.

Così forse la scoperta delle Bolle delle meraviglie ci renderà più consapevoli del loro inestimabile valore e farà crescere in noi il desiderio di proteggerle, come tutte le cose che si amano per davvero.

swissinfo, Françoise Gehring, Magadino

Fatti e cifre

Dal 1971 al 1997 sono state iscritte nella Convenzione internazionale di Ramsar 896 zone umide, distribuite in 106 paesi del mondo
Le Bolle sono protette a livello internazionale dal 1982
Nel 1975 nasce la Fondazione Bolle di Magadino, che ne assicura la gestione
Il finanziamento delle attività è assicurato dalla Confederazione (70%) e dal Canton Ticino (30%)
Le Bolle si estendono su una superficie di 660 ettari
La temperatura media annuale è di 10,8 gradi

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In breve

Le Bolle di Magadino sono state scelte, per questa primavera, come stazione di monitoraggio nazionale nel quadro del programma di sorveglianza per il virus dell'influenza'aviaria, che sinora ha risparmiato il Ticino.

La principale zona umida del cantone ha un valore naturalistico elevatissimo. E ospita non solo uccelli migratori, ma un numero incredibile di specie viventi vegetali e animali.

In Svizzera non esistono più ecosistemi deltizi allo stato naturale. Le Bolle di Magadino sono uno degli ultimi esempi.

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