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Giornate dell'esercito svizzero: affluenza record

Bilancio positivo per le giornate dell'esercito svizzero a Lugano

(Keystone)

A Lugano circa 100'000 persone hanno assistito alle dimostrazioni militari. Ma non tutti sono d'accordo con l'iniziativa.

Gli organizzatori della manifestazione luganese stilano un bilancio lusinghiero al termine delle cinque giornate in cui, per la prima volta, il centro di una città svizzera ospitava tutti i reparti dell'esercito, alle prese con dimostrazioni pubbliche delle loro attività.

Il Lido, il padiglione Conza, lo stadio di Cornaredo e il lungolago cittadino si aspettavano un'affluenza di 50-60 mila persone, obiettivo dichiarato dell'organizzazione.

Ma in realtà i visitatori sono stati circa 100mila, comprese le 25-30mila persone che hanno assistito al grande Air show di domenica, ospiti d'eccezione la Patrouille Suisse e due aerei F/A-18.

Interesse da Svizzera e Italia

«In settimana - spiega Sandro Leggeri, uno dei coordinatori dell'evento per la città di Lugano - gli spettatori sono stati soprattutto turisti svizzero-tedeschi, domenica all'Air show si sono visti tanti italiani, mentre sabato il pubblico è stato misto, svizzero e italiano».

In complesso tutto è filato liscio, la collaborazione con la polizia per la gestione del traffico e della sicurezza, con le AIL-Aziende industriali di Lugano per l'erogazione dell'elettricità, e con altre strutture per tutti gli aspetti pratici dell'evento ha funzionato molto bene, se si considera poi che era la prima volta – anche per una città abituata a meeting di rilievo come Lugano – che una manifestazione interessava tanti luoghi e giorni diversi.

La contromanifestazione

«Per il comune è stato un evento in un certo senso "globale" - conferma Leggeri - unico problema, domenica, è stato qualche disordine per una contro-manifestazione di protesta antilimitarista, con il fermo di sedici giovani. Ma tutto si è risolto senza danni di rilievo».

Questo rischia di essere l'unico vero neo della cinque giorni luganese, visto che i giovani coinvolti hanno denunciato l'eccessiva violenza della polizia.

Diverse persone sono finite all'ospedale - precisa l'organizzazione Coordinamento precari esistenziali (CPE) - un militante addirittura con un braccio fratturato, altri con escoriazioni, ematomi e denti rotti. Il CPE ha quindi annunciato una denuncia collettiva per lesioni contro le forze dell'ordine, più sei individuali, tra cui quella di una giornalista francese a cui un militare avrebbe spaccato la telecamera con un calcio.

Le opinioni divergono

È pur vero, tuttavia, che anche senza arrivare a confronti violenti, nei cinque giorni della manifestazione tra gli stand si percepivano stati d'animo differenti, non sempre d'accordo con questo sfoggio di forza militare. E le interviste mostravano anche una certa omogeneità di opinioni in base a età e sesso dell'interlocutore.

Nella fascia adulta, gli uomini si dimostrano per lo più favorevoli alle forze armate, di cui interpretano il senso in due aspetti principali: «Sono un deterrente, utile per la difesa - annota uno spettatore sulla cinquantina - e poi sono una scuola di vita per i giovani».

«Troppo comodo – fa eco un altro – ricorrere al servizio civile, solo al servizio di leva i ragazzi capiscono cosa vuol dire entrare nella vita adulta. Certo, è faticoso, ma è proprio per questo che molti giovani si dicono pacifisti: per evitare questo genere di obblighi».

Giovani scettici

I giovani, dal canto loro, la pensano diversamente. «Che spreco di denaro ed energia per una manifestazione come questa - criticano due ragazze - non era meglio impiegare queste risorse per qualcosa di più utile? Senza contare l'inquinamento. E la difesa... sì, certo, ma da che cosa, al mondo d'oggi?»

«Certo - prosegue una delle due - forse all'esercito rimane un ruolo soprattutto economico: ci lavorano tanti dipendenti, e quindi sarebbe difficile rinunciarvi».

Una signora che aspetta - sabato - di vedere le prove dell'Air Show, ammette che lo spettacolo le interessa, e poi si chiede: «È vero che al mondo attuale un esercito sembra inutile perché non dobbiamo difenderci da nessuno, ma chi può prevedere il futuro? Il mondo cambia così rapidamente, per esempio la Russia si sta riarmando a una velocità impressionante. Forse è bene che ogni Stato conservi un minimo di forze armate, in caso di bisogno».

«Innegabile fascino»

Un giovane sulla trentina ribadisce questo concetto, sottolineando che - nei ricchi paesi occidentali - gli stessi pacifisti, anche se non lo ammettono, in fondo si sentono rassicurati dalla consapevolezza di avere un esercito nel proprio paese, in caso di necessità. «E poi, visto che nessuna nazione ci rinuncia, sarebbe forse un po' ingenuo farlo noi svizzeri per primi...».

Conclude poi con un'osservazione che forse spiega - più di tante statistiche - il senso di eventi come quello luganese: «Magari si fatica ad ammetterlo, ma è innegabile che le armi esercitino ancora oggi un grande fascino. Io stesso, che sono un antimilitarista, l'ho avvertito maneggiando armi durante il servizio militare. Sparare un colpo di mortaio o veder volare un F/A-18 dà un senso di potenza. Certo, poi non bisogna pensare che dall'altra parte, nei contesti di guerra, ci sono persone che muoiono».

swissinfo, Alessandra Zumthor

Giornate dell'esercito

Durante le Giornate dell'esercito 2007, che si si sono svolte a Lugano dal 20 al 25 novembre 2007, l'esercito svizzero si è presentato al vasto pubblico (oltre 100'000 persone) per la prima volta nel centro di una città.

Le Giornate dell'esercito si prefiggono di mostrare in particolare l'attuazione dei tre compiti costituzionali dell'esercito: la difesa e sicurezza del territorio, la salvaguardia delle condizioni d'esistenza e gli impieghi di promovimento della pace all'estero.

Questi tre pilastri sono il frutto della grande riforma Esercito XXI, approvata dalla popolazione svizzera nel mese di maggio del 2003. Un'altra riforma prevede l'offerta di maggiori prestazioni sussidiarie da parte dell'esercito (fanteria) e la riduzione delle truppe blindate.

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