Giustizia fatta per la Sauber in Formula 1

Nella stagione 2002 del Campionato del mondo di Formula 1 di automobilismo le svizzere Sauber saranno al via con i numero 6 e 7 Keystone Archive

La Federazione internazionale di automobilismo (FIA) è ritornata sulla sua decisione dando ragione alla squadra svizzera Sauber.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 dicembre 2001 - 14:41

L'anno che sta volgendo al termine rimarrà a lungo nella memoria dei tifosi svizzeri di Formula 1: la Sauber-Petronas infatti, dopo una stagione straordinaria, ha chiuso quarta nel Campionato del mondo costruttori dietro alle inarrivabili Ferrari, Williams-BMW e McLaren-Mercedes.

Il premio che la FIA "distribuisce", solitamente prima di Natale ai vari team, è la nuova numerazione delle vetture per la stagione seguente. Numerazione che tiene conto delle posizioni in classifica dopo il campionato appena trascorso: dopo una settimana intensa - con notizie ufficiali e altrettante smentite - giustizia è stata fatta. Le Sauber di Nick Heidfeld (Germania) e del talentuoso brasiliano Felipe Massa partiranno con i numeri 6 e 7.

Nel suo commento, la FIA sottolinea che "dopo le pressioni delle squadre e le polemiche nate negli scorsi giorni, è stata fatta marcia indietro e i numeri saranno conformi alla logica iniziata nel 1995.

Ma perché tanto accanimento nei confronti di un numero? Molto semplice: questioni di sponsor e quindi di sopravvivenza, in termini di soldoni. I numeri sono internazionali e quindi comprensibili dai brasiliani come dai malesi, dagli spagnoli come dai giapponesi. Se la Sabuer porta i numeri "6" e "7" vuol dire che si è piazzata quarta nel mondiale costruttori.

Un numero che fa da immagine ma la questione non è certo di lana caprina, soprattutto quando in ballo ci sono milioni di franchi. Peter Sauber, uomo lungimirante che quest'anno ha lanciato Kimi Raikkonen (passato alla McLaren al posto di Mika Hakkinen), ha avuto una settimana travagliata: dapprima delusione, frustrazione ed incredulità; poi trasformata in grande gioia.

Riviviamo ora, in maniera didascalica, la "guerra" di comunicati che ha fatto seguito alla "querelle". Mercoledì mattina ecco la prima reazione di Peter Sauber: "Non so cosa dire, non so perché. Una squadra lotta tutto l'anno per ottenere un piazzamento migliore sulla carta, per avanzare nella pit-lane (zona box) ed avere numeri più bassi sulle vetture. Ora, per la prima volta dopo molti anni, tutto resta invariato. Anche la Arrows è davanti a noi! Ora voglio avere una risposta da parte del capo della FIA Max Mosley e da Bernie Ecclestone".

Giovedì mattina, poi, le agenzie hanno fatto rimbalzare un'altra notizia: "Nonostante la cocente delusione di Peter Sauber, Bernie Ecclestone ha dichiarato che la situazione non subirà alcun cambiamento".

Venerdì, prima del lieto epilogo, ecco un'altra notizia: "Lo sponsor principale della Sauber, il gigante malese Petronas, sarebbe da diverse settimane in trattativa con la Malaisia Airports Holdings per acquistare il circuito di Sepang, che ospita il GP della Malesia. Il possibile acquisto del circuito sarebbe una bella operazione da parte della Petronas, che diversificherebbe la sua presenza in F1".

Venerdì 7 dicembre poi ecco il tanto atteso comunicato, che ha ridato il sorriso a Peter Sauber: "La numerazione delle F1 rispetterà i criteri in vigore da sei anni". Non si aggiungono ulteriori indicazioni, come se fosse un problema riconoscere un errore. Ma d'altronde l'importante sarà che vedremo due vetture svizzere con numeri ad una sola cifra.

Filippo Frizzi

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo