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Gli ospedali dibattono sull'eutanasia

Dal 1. gennaio, l'ospedale universitario di Losanna autorizzerà il suicidio assistito

(Keystone)

Dopo l'esempio di Losanna, anche gli altri grandi ospedali svizzeri stanno valutando l'eventualità di permettere l'assistenza al suicidio al loro interno.

L'ospedale universitario di Losanna ha appena deciso di permettere, a rigide condizioni, la pratica a partire dal prossimo 1. gennaio.

Nel weekend, l'ospedale della città sul Lemano ha confermato che permetterà all'organizzazione d'assistenza al suicidio Exit di aiutare pazienti terminali troppo malati per essere dimessi.

Chi tra loro desidererà togliersi la vita dovrà tuttavia averlo espresso in modo persistente, essere sano di mente, soffrire di un male incurabile e compiere di propria mano il gesto finale.

Lunedì, gli altri principali ospedali svizzeri hanno ammesso che stanno valutando l'eventualità d'introdurre delle norme simili.

"Stiamo considerando la questione", rileva Markus Hächler, portavoce dell'ospedale universitario di Berna. "Il nostro forum etico ne aveva già discusso il 30 novembre scorso".

"L'intero processo durerà ancora qualche tempo, poiché vogliamo essere certi che tutti siano coinvolti: infermieri, dottori e operatori sociali".

Tema dibattuto

Un portavoce dell'ospedale universitario di Basilea ha segnalato che lo stesso tipo di dibattito sta avendo luogo sulle rive del Reno, ma che è ancora troppo presto per esprimersi sui risultati che ne scaturiranno.

La portavoce ha detto che delle richieste d'assistenza al suicidio sono già state inoltrate in passato ma che sono sempre state rifiutate.

All'ospedale universitario di Zurigo, il tema non è ancora d'estrema attualità ma lo sarà "in futuro".

L'approccio degli ospedali con la delicata questione segue gli sforzi per chiarire il dossier compiuti dell'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) e della Commissione nazionale di etica (CNE).

Lo scorso aprile, le due organizzazioni avevano contattato i cantoni per sapere se gli ospedali disponevano di regole sull'accesso alle loro strutture da parte delle organizzazioni di aiuto al suicidio.

Secondo l'ASSM, norme legali vincolanti non esistono in alcun cantone e la maggioranza degli ospedali non dispone neppure di direttive in merito. La gran parte degli istituti che hanno fissato delle regole, proibiscono l'accesso ad organizzazioni di questo tipo.

Suicidio assistito

Margrit Leuthold, segretaria generale dell'ASSM, rivela a swissinfo che l'organizzazione non ha ancora adottato una posizione ufficiale in merito alla decisione dell'ospedale universitario di Losanna.

La Leuthold si dice combattuta sull'eventuale permesso di svolgere questa pratica negli ospedali e s'interroga se sia il caso d'introdurla come regola generale.

"Ci sono dei casi in cui non è logico che i pazienti terminali debbano tornare a casa perché non possono morire negli ospedali con Exit", dice la dottoressa. "Ciò causa maggiore dolore e maggiori problemi".

"Ma un ospedale di cure acute deve essere un luogo dove la gente viene curata in modo da tornare ad essere sana. Non aiutata a morire. Ne risulta un segnale pericoloso, difficile da interpretare anche per gli altri pazienti".

La Commissione nazionale di etica, di cui la Leuthold è membro, ha da parte sua già concluso che non esiste alcuna ragione etica per escludere le organizzazioni d'assistenza al suicidio dagli ospedali.

swissinfo, Adam Beaumont e agenzie
(traduzione: swissinfo, Marzio Pescia)

In breve

Secondo il diritto svizzero, l'assistenza al suicidio non è illegale, a condizione che non venga effettuata per motivi egoisti.

In Svizzera esistono così delle associazioni di aiuto al suicidio (Exit, Dignitas) che accompagnano dei pazienti incurabili che hanno deciso di mettere fine ai loro giorni.

L'eutanasia non può però essere attiva. È il paziente stesso che deve compiere l'ultimo gesto. Le associazioni non fanno che prestargli assistenza.

In questo ambito, la Svizzera è più liberale che la maggior parte dei paesi europei.

Nel 2002, 137 persone si sono suicidate con l'aiuto di Exit (il 10% del totale dei suicidi in Svizzera).

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