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La società svizzera di Martin Shkreli citata in giudizio

Martin Shkreli accompagnato dai suoi avvocati durante un processo a New York, il 31 luglio 2017. Keystone / Andrew Gombert

L'uomo più odiato degli Stati Uniti, sotto accusa per aver aumentato il prezzo del suo farmaco di punta del 6000%, è implicato in diversi procedimenti legali. E la sua azienda svizzera Phoenixus SA è in prima linea.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 aprile 2021 - 12:30
Marie Maurisse, Gotham City*

La prigione non ha messo a tacere l’uomo più odiato d’America. Martin Shkreli è passato agli onori della cronaca per aver aumentato il prezzo del Daraprim, un preparato contro la toxoplasmosi, da 13 a 750 dollari a pillola. Ma è per la frode commessa con la sua compagnia Retrophin che nel 2018 è stato condannato a 7 anni di carcere.

Nel maggio 2020, in piena pandemia, il finanziere chiede in tutta serietà la libertà condizionale per poter sviluppare una cura contro la Covid-19. La corte rifiuta la sua richiesta ricordando giustamente che non dispone di alcun diploma scientifico né di una laurea in medicina.

Ma i grattacapi non sono finiti per Martin Shkreli, fondatore anche dell’azienda svizzera di biotecnologia Phoenixus SA, con sede a Baar (Zugo), e della sua filiale Vyera Pharmaceuticals LLC, sita nel Delaware. Come Retrophin, l’obiettivo di quest’ultima era di sviluppare delle molecole contro le malattie orfane o rare. Oltre a una causaLink esterno intentata dall’ufficio del procuratore generale di New York e dalla Federal Trade Commission per pratiche anticoncorrenziali, così come una denuncia presentata la scorsa settimanaLink esterno dalla compagnia di assicurazioni Blue Cross, un nuovo procedimento legale è stato avviato dagli azionisti della Phoenixus.

Maserati sequestrata

Tra questi figura Sabine Gritti, svizzera, che ha investito circa un milione di dollari nella società. La ginevrina è la fondatrice della boutique di interior design Bibi Gritti, che opera nella città di Calvino ma anche a Gstaad. 

Anche due uomini d’affari francesi figurano tra i querelanti. Antoine Verglasest, cittadino francese residente a New York, nel 2015 ha investito 600'000 dollari nella Phoenixus SA. Il secondo, Bertrand des Pallières, partecipa al procedimento tramite il suo fondo SPQR Capital (Cayman) Limited, che ha acquistato dei titoli nel 2015 per circa 1,2 milioni di dollari. Quest’ultimo aveva fatto scalpore sulla stampa britannicaLink esterno nel 2007 per aver lasciato la sua Maserati a languire per tre mesi nel deposito di Londra perché era "troppo occupato" per andare a ritirarla.

Bertrand des Pallières sembra più preoccupato del buon andamento della Phoenixus SA che dello stato della sua coupé di lusso. Con gli altri querelanti accusa infatti la Phoenixus (che prima del 2018 si chiamava Turing Pharmaceuticals SA) e quattro dei suoi dirigenti di aver mentito sulla situazione finanziaria dell’azienda e di aver sottratto del capitale. Il tutto sarebbe stato orchestrato sotto l’abile guida di Martin Shkreli, che avrebbe continuato a reggere le sorti della società da dietro le sbarreLink esterno. Riguardo a queste accuse Martin Shkreli gode tuttavia della presunzione di innocenza.

Entità di interesse variabile

I querelanti sottolineano che nel 2018 le aziende hanno investito nelle VIES (entità a interesse variabile) Orphan Stars Therapeutics LLC e Dermelix Biotherapeutics. Questi strumenti finanziari, indipendenti dalle partecipazioni degli azionisti nella società principale, permettono spesso di mettere da parte il denaro necessario ad esempio per la ricerca e lo sviluppo, anche se la performance aziendale non raggiunge il livello sperato.

Nel caso di Phoenixus questa strategia sarebbe stata utilizzata per spostare capitale aziendale a scapito degli azionisti di minoranza. Nel rendiconto finanziario 2018 e 2019 non viene infatti specificato nulla sulla struttura di queste VIES, sul loro obiettivo o le loro attività.

Infatti nella denuncia si legge che "Shkreli deve del denaro al governo e questo si riferisce anche agli interessi che detiene in Vyera (…). Di conseguenza Shkreli aveva un movente per dirottare gli averi di Vyera prima che le azioni venissero confiscate. Alla data del presente documento il governo non ha ancora proceduto alla confisca". Il finanziere deve oltre 7 milioni di dollari alle autorità federali.

Poco prima di presentare la denuncia gli azionisti venivano a conoscenza che il consiglio di amministrazione di Phoenixus era mutato a vantaggio di Shkreli. Questa informazione ha probabilmente motivato la loro azione in giudizio. Chiedono pertanto che Phoenixus e Vyera siano sottoposte ad un audit formale e poste sotto controllo indipendente, che le informazioni relative alle VIES siano pubblicate, gli accusati rimborsino gli stipendi e i bonus intascati dalla società e che quest’ultima copra i danni e gli interessi, il cui ammontare sarà stabilito durante il processo.

Da parte sua la difesa si è affidata alle competenze di Peter Nobel, avvocato svizzero ed esperto di diritto commerciale. Nel suo rapporto conclude che i tribunali svizzeri sarebbero in una posizione migliore per giudicare una tale controversia visto che Phoenixus è una società di diritto svizzero. 

Documenti relativi a questo articolo:
Corte suporema di New York, 23/11/2020Link esterno
Dichiarazione del Prof. Dr Peter NobelLink esterno


Gotham City

*Fondata dai giornalisti investigativi Marie Maurisse e François Pilet, Gotham CityLink esterno è una newsletter di vigilanza giudiziaria, specializzata in criminalità economica.

Ogni settimana, pubblica per i suoi abbonati casi di frode, corruzione e riciclaggio di denaro legati alla piazza finanziaria svizzera, sulla base di documenti giudiziari a disposizione del pubblico.

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