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Greenpeace riapre il dibattito sugli alimenti transgenici

Nonostante gli aumentati controlli, la grande distribuzione non può assicurare il 100 per 100 di sicurezza alimentare

(Keystone Archive)

Grande distribuzione costretta da Greenpeace a rafforzare i controlli sugli alimenti contenenti organismi geneticamente modificati (OGM).

La decisione è stata presa dopo che mercoledì Greenpeace ha costretto Coop a ritirare, dagli scaffali, una serie di farine per polenta contenenti mais transgenico prodotto illegalmente in Argentina.

Tolleranza zero

I controlli sono stati rafforzati, ha indicato il portavoce di Coop Karl Weisskopf: i prodotti che risultano contrari alle norme vengono immediatamente ritirati dalla vendita.

Migros Svizzera ha dal canto suo esaminato tutti i settori in cui sussiste il rischio di trovare residui di sostanze non autorizzate, ha indicato il portavoce Urs Peter Naef. In particolare sono stati controllati tutti i prodotti che contengono mais o soja, ha aggiunto Reto Battaglia di Swiss Quality Testing Services, il laboratorio che conduce le analisi per la Migros.

Labilità del controllo

Coop e Migros concordano nel non voler proporre ai propri clienti alimenti contenenti OGM. Su richiesta dei consumatori «non abbiamo neanche un prodotto di questo genere nel nostro assortimento», ha precisato Weisskopf. Dal canto suo Migros intende mantenere «fino a quando sarà possibile» un regime di «tolleranza zero», ha indicato Naef.

I controlli non possono comunque garantire la sicurezza al 100 per cento, ha aggiunto il portavoce di Coop: vengono infatti condotti mediante prelievo di campioni. Inoltre gli OGM da scoprire sono molto numerosi: «una garanzia a rischio zero non può quindi essere assicurata». «Il problema dei controlli sta proprio nel capire dove cercare i residui di sostanze illegali», ha aggiunto il portavoce di Swiss Quality Testing Services.

Proteste contro l'Argentina

Le farine di mais vendute da Coop contro le quali si è indirizzata mercoledì l'azione di protesta di Greenpeace sono risultate contaminate con il mais transgenico «GA 21» della Monsanto: un prodotto di cui è proibita la vendita in Svizzera e nell'UE, come pure la produzione in Argentina.

Rappresentanti di Greenpeace hanno consegnato oggi all'ambasciata di Argentina a Berna una lettera all'attenzione del Ministero dell'agricoltura di Buenos Aires, per esortarlo a mantenere fede alla promessa data un anno fa di distruggere il granoturco transgenico illegale e di obbligare la Monsanto a rispettare le leggi.

swissinfo e agenzie


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