Grigionesi favorevoli al ritorno del Forum di Davos nel 2003

I grigionesi vorrebbero che la tappa americana del Wef fosse solo temporanea Keystone

Dopo il suo trasferimento a New York, i grigionesi vogliono indietro il forum economico internazionale. Autorizzando anche le manifestazioni di protesta.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 novembre 2001 - 16:29

La maggioranza dei grigionesi auspica il ritorno a Davos del Forum economico mondiale (WEF) nel 2003, appoggiando inoltre il diritto di dimostrazione contro il simposio. È quanto emerge da un sondaggio effettuato dall'istituto Demoscope per conto della televisione romancia su un campione rappresentativo di mille cittadini, 200 a Davos, gli altri 800 nel resto del cantone.

Secondo i risultati resi noti questa sera, il 62% degli intervistati ritiene giusto che la 32esima edizione del WEF si svolga a New York. A Davos la proporzione dei sostenitori del trasferimento in terra americana nel 2002 è addirittura del 70%.

Ciò nonostante, il 60% desidera che nel 2003 il WEF torni nella stazione turistica grigionese. A Davos questo auspicio è espresso dal 68% degli intervistati.

La maggioranza vuole che anche gli oppositori alla globalizzazione abbiano libertà di espressione a Davos durante lo svolgimento del Forum. Il 54% sostiene il diritto di dimostrazione "con restrizioni", il 14% (il 29% a Davos) "senza restrizioni". Il 31% è invece favorevole a un divieto totale di manifestare.

Riguardo ai costi per la sicurezza, secondo il 70% sono sufficienti 10 milioni di franchi, per il 10% sono accettabili 15 milioni, mentre il 3% è disposto a concedere fino a 20 milioni. L'80% degli intervistati vuole però che i costi siano assunti in misura maggiore dal WEF e dalla Confederazione.


swissinfo e agenzie

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