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I danni degli attentati dinamitardi

Un impianto di risalita, dei ripetitori e un traliccio dell'alta tensione nel mirino degli eco-terroristi solidali con Marco Camenisch.

I diversi bersagli sembrano avere una matrice comune.

Nell' attentato di lunedi scorso, gli impianti dell'Abetone sono andati quasi completamente distrutti, con danni al momento calcolati in poco più di 5 milioni di euro (7 milioni e mezzo di franchi svizzeri).

Terminata soltanto tre anni fa, l'ovovia - costata quasi 15 miliardi delle vecchie lire e capace di trasportare 2.400 passeggeri l'ora - costituiva il fulcro dell'attività sciistica della zona. La sua distruzione sembra mettere in crisi l'attività turistica, ma il sindaco Giuseppe Montagna ha assicurato che sull'Abetone si continuerà a sciare e che anche la coppa Foemina, valevole per la Coppa Europa femminile, si disputerà regolarmente.

Danni anche a ripetitori e tralicci

I due ripetitori distrutti nella notte fra martedì e mercoledì, erano invece situati uno a Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca, e l'altro a Castiglioncello, dove è stato danneggiato anche un secondo traliccio.

Nei pressi di Pietrasanta sono state rinvenute, peraltro, anche scritte di solidarietà per Nicola Bortone, presunto leader delle Brigate rosse-Partito comunista combattente, arrestato a Zurigo e estradato in Italia il settembre scorso.

In tutti i casi sono state ritrovate tracce di benzina, ma non di esplosivo: l'ideale per danneggiare al massimo la struttura in vetroresina dell'ovovia.

Protesta violenta

Gli attentati all'Abetone, Pietrasanta e Castiglioncello, secondo gli inquirenti, potrebbero essere una forma violenta di protesta contro l'estradizione di Camenisch, da parte di gruppi chiamati in Italia «anarco-insurrezionalisti». Il primo febbraio è prevista a Milano una manifestazione nazionale di solidarietà con Camenisch.

swissinfo, Paolo Bertossa, Roma

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