I deputati vogliono una compagnia aerea nazionale

Decollaggio riuscito in Consiglio nazionale per la nuova Crossair Keystone

Il Consiglio nazionale appoggia il governo che vuole impegnarsi con oltre 2 miliardi nel lancio di una nuova compagnia aerea, dopo il disastro della Swissair.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 novembre 2001 - 23:06

Il primo lungo dibattito di questa sessione straordinaria si è concluso sabato poco prima di mezzanotte. Il Consiglio nazionale ha approvato la proposta del Consiglio federale con 110 voti contro 56 e 18 astensioni. Erano necessari 101 voti favorevoli. Le incertezze della vigilia avevano fatto temere una sconfessione del governo.

Il partito socialista si è presentato diviso prima del dibattito. Da un canto, chi pensa che il progetto del Consiglio federale vada appoggiato per evitare la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. Inoltre, una bocciatura "servirebbe soltanto gli interessi della destra e in particolare dell'Udc Blocher, che tenta con ogni mezzo di indebilire lo stato." D'altro canto, chi rimprovera al progetto di ignorare in modo intollerabile la dimensione sociale. La posizione ufficiale era comunque di appoggiare il piano.

"Non siamo qui per designare un colpevole", ha ammonito per la commissione delle finanze il democristiano Fernand Mariétan, che ha ricordato come la situazione attuale sia dovuta anche al rifiuto dell'adesione allo Spazio economico europeo, nel 1992, che ha impedito a Swissair un accesso al mercato europeo. Il partito democristiano si è allineato con socialisti e radicali democratici per appoggiare il piano.

Il presidente del partito radicale democratico Gerold Bührer ha indicato che i radicali "senza grande entusiasmo, ma con responsabilità politica" appoggiano il programma del Consiglio federale. I radicali, implicati direttamente nel disastroso consiglio d'amministrazione di Swissair, sono stati a varie riprese attaccati direttamente da diversi oratori.

Il fronte dell'opposizione

L'opposizione principale è venuta, come atteso, dall'Unione democratica di centro. Il tribuno Christoph Blocher si è scagliato contro il credito. Per lui, "tutto torna come in passato, con le stesse facce, gli stessi attori: tutta questa storia finirà male ancora una volta. È un progetto irresponsabile dal punto di vista economico. Perché, in definitiva, salvare la Swissair e non le altre ditte che si trovano in difficoltà?"

Molto scetticismo anche dai liberali, che non possono accettare un intervento così massiccio dello Stato nell'economia privata. "L'analisi deve riprendere il primato sull'emozione", ha esortato la liberale Barbara Polla.

Opposizione anche da parte di comunisti, evangelici e verdi, perché l'operazione è troppo rischiosa, perché le esigenze delle parti sociali non sono prese in considerazione o perché manca una riflessione di fondo sulla mobilità della gente.

La portata straordinaria della crisi Swissair

Il presidente della Confederazione e ministro dei trasporti Moritz Leuenberger ha ricordato che la portata della crisi della Swissair potrebbe trascinare tutta l'economa svizzera verso una depressione. Per Leuenberger, "il piano scelto è certamente quello meno doloroso per il personale." Dal canto suo, il ministro delle finanze Kaspar Villiger ha evocato la necessità di ritrovare la fiducia fra tutte le parti.

Ricordiamo che il Consiglio federale ha proposto di assegnare 2,1 miliardi di franchi per il mantenimento dei voli Swissair fino a marzo (1,45 miliardi) e per la ricapitalizzazione della nuova Crossair (600 milioni). Il progetto prevede di rafforzare la Crossair per potere assicurare 26 collegamenti di lunga e 26 collegamenti di media distanza (variante 26/26). Secondo la commissione delle finanze, questa soluzione permetterebbe di garantire collegamenti diretti della Svizzera con il resto del mondo e di salvare oltre 30.000 impieghi.

Dopo il semaforo verde della Camera bassa, sabato tocca alla Camera alta riunirsi per discutere a sua volta della nuova compagnia aerea.

Mariano Masserini

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