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I paria dell'emigrazione elvetica

Documenti originali ingialliti, non così l'attaccamento alla Svizzera

(swissinfo.ch)

La Svizzera non riconosce i discendenti degli emigrati privi della cittadinanza elvetica.

Nella sola Argentina "los suizos" si stimano tra i 100 mila ed i 2 milioni. Svariate le cause delle mancate iscrizioni all'anagrafe consolare di Buenos Aires.

Per la Confederazione sono argentini. Loro però si sentono anche svizzeri. Una rivendicazione che trova fondamento nelle loro origini.

Sono i discendenti degli emigrati svizzeri in Argentina. Su di loro grava un piccolo mistero: si sa che ci sono, ma non si sa quanti siano.

La forbice delle stime si suddivide tra una valutazione prudenziale di 100 mila ed una demografica che indica in 2 milioni il numero globale dei discendenti degli emigrati svizzeri.

Argentina di Cevio

Maria de los Angeles Morelli è una delle migliaia di discendenti argentini di emigranti svizzeri (vedi il video).

Professoressa di analisi numerica alla Facoltà di ingegneria dell'Università di Buenos Aires, la professoressa Morelli è orgogliosa delle sue radici svizzere. I documenti originali, consumati ed ingialliti dagli anni, testimoniano le origini ticinesi, "di Cevio" come precisa.

Per la Confederazione la professoressa Maria de los Angeles Morelli è una cittadina argentina, una non-svizzera.

Questione di informazione

Stabilire il numero dei discendenti argentini degli emigrati svizzeri non è facile.

La Svizzera, a differenza di altre nazioni europee d'emigrazione, non riconosce la cittadinanza per diritto di sangue.

Solo una minoranza di figli, nipoti e pronipoti dell'emigrazione svizzera in Argentina sono riusciti a farsi trasmettere la nazionalità. I motivi sono disparati.

Altri tempi

Per un Oberwalliser della Pampa della seconda metà dell'Ottocento, recarsi nella capitale per registrare la nascita di un figlio presso il consolato di Buenos Aires, significava mancato lavoro e guadagno, una spesa non indifferente ed un viaggio di diversi giorni, tra andata e ritorno.

Difficile pensare che emigranti come i Beck, i Foster, gli Herzog, i Clausen, i Bodenmann e tutti coloro che riprodussero la Svizzera nella Pampa argentina, non ottemperassero, volutamente, ad un dovere civico fondamentale come quello di trasmettere la cittadinanza svizzera ai discendenti.

Come spiegare altrimenti il riferimento culturale ai cantoni d'origine? Un attaccamento a valori, cultura, gastronomia della Svizzera palese nelle associazioni culturali e ricreative elvetiche, numerose in tutta l'Argentina.

I tre cerchi

L'emigrazione svizzera si suddivide in tre categorie. Gli svizzeri con la sola cittadinanza elvetica, quelli con la doppia nazionalità ed i discendenti.

In Svizzera pochi sanno che moltissimi emigrati hanno dovuto rinunciare alla cittadinanza a causa della politica del "criollismo" imposta da Eva Peron. Una strategia intesa a tagliare il cordone ombelicale con la Patria ed a cancellare i riferimenti culturali e linguistici degli emigrati.

I discendenti argentini degli emigranti svizzeri non hanno dimenticato: rivendicano la loro elveticità.

Sotto il cappello della neo-costituita federazione delle associazioni e club culturali e ricreativi svizzeri d'Argentina hanno organizzato una raccolta di firme da inviare a Berna. L'obiettivo è di tentare di riaprire una porta "per troppo tempo chiusa", come hanno testimoniato a swissinfo in molti.

L'orgoglio delle radici

Argentino per le autorità elvetiche è anche Augusto Jullier, architetto e presidente dell'Associacion Suiza Helvetia di Santa Fé, gruppo culturale e ricreativo con oltre un secolo di attività.

Discendente di una delle famiglie vallesane pioniere dell'emigrazione, Augusto Jullier ritrova le radici elvetiche suonando lo schwyzerhörgeli, una fisarmonica tipica del folklore elvetico (ascolta l'audio).

Matteo Borella, presidente della Sezione di Cordoba della Pro Ticino, incarna invece il prototipo dell'emigrante svizzero del Duemila, con la valigia fatta per scelta e non per disperazione.

Figli della stessa emigrazione

Nato e cresciuto a Lugano, trent'anni fa circa si è trasferito in Argentina. La conoscenza del sistema "Svizzera" gli consente un rapporto paritario con l'autorità, una prospettiva non alla portata di tutti gli emigrati.

Ma a rendere diverso l'emigrante Matteo Borella da Rodolfo Gessler, uno dei fondatori nel 1868 delle colonie di Humboldt e di Las Tunas, in provincia di Santa Fé, è la tecnolgia.

Internet, il telefono, l'aereo facilitano all'emigrante svizzero del terzo millennio la coltivazione dei rapporti con la Patria.

Matteo Borella e Rodolfo Gessler, emigranti svizzeri in Argentina. Diversi per epoca, cultura, esperienze, ma uniti dalle stesse radici.

Sergio Regazzoni, swissinfo, inviato speciale in Argentina

Fatti e cifre

Tra 100 mila e 2 milioni i discendenti argentini degli emigrati svizzeri
Per la Confederazione sono cittadini stranieri
La Svizzera non riconosce la trasmissione della nazionalità per diritto di sangue

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In breve

Si sa che ci sono, ma non si conosce il loro numero esatto.

Sono le decine di migliaia di discendenti argentini degli emigrati svizzeri.

Una raccolta di firme da inviare a Berna per rivendicare la loro elveticità.

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