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I problemi socioeconomici dei Paesi ex comunisti

Proteste in Modavia per il peggioramento delle condizioni economiche

(swissinfo.ch)

A Lucerna una conferenza dedicata alle ripercussioni della transizione dall'economia pianificata a quella di mercato.

Armenia, Azeirbagian, Georgia, Kirghizistan, Moldavia, Tagikistan e Uzbekistan i sette Paesi più poveri dell'ex Unione Sovietica.

Il consigliere federale Kaspar Villiger ha aperto lunedì sera a Lucerna una conferenza dedicata ai problemi socioeconomici dei sette Paesi più poveri dell'ex Unione sovietica: Armenia, Azeirbagian, Georgia, Kirghizistan, Moldavia, Tagikistan e Uzbekistan.

Alla conferenza, denominata «CIS-7», partecipano circa 200 rappresentanti dei Paesi interessati, di Paesi creditori e donatori, di organizzazioni non governative, oltre a personalità come il finanziere miliardario George Soros, l'ex primo ministro riformatore russo Iegor Gaidar e lo scrittore kirghiso Cinghiz AitMatov.

Transizione sottovalutata

La maggior parte degli osservatori, ha detto Villiger nel suo discorso in inglese, hanno sottovalutato i problemi causati dalla transizione dall'economia pianificata a quella di mercato.

Villiger ha aggiunto di sperare tuttavia che la conferenza permetta di trovare soluzioni per i problemi economici più assillanti.

Quattro i punti a suo avviso centrali: la stabilizzazione macroeconomica e le riforme strutturali; la costituzione di un ambiente stabile e favorevole alle attività economiche; un minimo di sicurezza sociale, di assistenza sanitaria e di formazione che permettano di trovare un ampio consenso alle riforme; stretti legami economici con i Paesi vicini.

Sostegno alle riforme

Bisogna tuttavia essere consapevoli - ha detto il ministro elvetico delle finanze - che ogni Paese deve trovare la propria via: le riforme funzionano soltanto se vengono sostenute da chi alla fine potrà anche approfittarne.

La conferenza di Lucerna è parte del «processo CIS-7», avviato a Washington nell'aprile 2002.

Organizzatori sono il Fondo monetario internazionale (FMI), la Banca mondiale, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e la Banca di sviluppo asiatica (ADB).

Triplice sfida

I CIS-7 hanno dovuto far fronte dopo il crollo dell'URSS a una triplice sfida: la costruzione di nuovi Stati, con istituzioni democratiche e una economia di mercato.

Nel frattempo si è potuto costatare che la comunità internazionale ha sottovalutato questa sfida: i sette Paesi continuano a dibattersi in una situazione di modestissima crescita economica, di forte indebitamento e di dilagante povertà.

Alla conferenza lucernese, si discutono le esperienze e gli insegnamenti di dieci anni di transizione dall'economia pianificata a quella di mercato e si cercano le strategie per far fronte al futuro.

swissinfo e agenzie

In breve

Per trovare soluzioni per i problemi economici più assillanti dei sette Paesi più poveri dell'ex Unione sovietica a Lucerna sono riuniti rappresentanti dei Paesi interessati, di Paesi creditori e donatori, di organizzazioni non governative.

In discussione esperienze ed insegnamenti di dieci anni di transizione dall'economia pianificata a quella di mercato.

Stabilizzazione economica, riforme strutturali; sicurezza sociale e formazione gli strumenti per uscire dalla povertà.

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