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I titoli tossici di UBS non si toccano

UBS non può riacquistare i titoli tossici trasferiti un anno fa nella società veicolo creata dalla Banca nazionale svizzera (BNS), indica l'istituto centrale di emissione.

La società era stata creata nell'ottobre 2008 nel quadro di un piano d'azione della Confederazione per salvare la principale banca elvetica, in gravi difficoltà a causa della crisi americana dei mutui ipotecari.

Recentemente, UBS aveva indicato di essere interessata a riacquistare gli attivi illiquidi trasferiti nel cosiddetto StabFund. Ma nella situazione attuale, ha affermato sabato Thomas Jordan, membro della direzione della BNS, i titoli a rischio non possono essere restituiti.

«Al momento è fuori discussione», ha detto alla radio svizzero-tedesca, assicurando che la BNS continuerà ad amministrare e a liquidare come previsto la società veicolo. La riduzione dei rischi proseguirà nei prossimi anni.

Attualmente i titoli tossici ammontano a 25,5 miliardi di franchi, mentre al momento della creazione del fondo si attestavano a 35 miliardi. La probabilità che dall'operazione risulti una perdita per la BNS è del 50%, ha stimato il futuro vicepresidente della banca centrale.

Jordan ha pure dichiarato che un anno fa la BNS era «ben preparata» al salvataggio di UBS. Vista la crisi finanziaria i vertici dell'istituto avevano discusso dell'eventualità di un fallimento della banca.

swissinfo.ch e agenzie

(swissinfo.ch)

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