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I Verdi svizzeri lanciano un'iniziativa sul clima

Ruth Genner, presidente dei Verdi, durante l'assemblea dei delegati

(Keystone)

L'assemblea dei delegati del partito dei Verdi, riunitasi sabato a Basilea, ha deciso di lanciare un'iniziativa per la salvaguardia del clima.

Sempre sabato si sono inoltre svolte le assemblee dei delegati del partito evangelico, dei Democratici svizzeri e dell'Unione democratica federale.

"I Verdi sono la forza politica del futuro: per questo sempre più persone ci votano". Lo ha affermato sabato a Basilea la presidente degli ecologisti elvetici, Ruth Genner, durante l'assemblea dei delegati del suo partito convocata per dare avvio ufficialmente alla campagna elettorale in vista delle elezioni di ottobre e per pronunciarsi sulla quinta revisione dell'assicurazione invalidità in votazione il 17 giugno.

Durante l'assemblea gli ecologisti hanno sottolineato che la loro campagna elettorale sarà basata essenzialmente sul tema del riscaldamento climatico.

A tal proposito hanno svelato il loro slogan "Vota Ver(d)i", con il quale intendono guadagnarsi consensi. Ma fra i temi elettorali del partito si annoverano anche l'economia sostenibile, la giustizia sociale e la pace.

Iniziativa sul clima

I delegati hanno approvato il lancio dell'iniziativa popolare "Per un clima sano", che sarà probabilmente lanciata il 22 maggio.

Il testo dell'iniziativa chiede che entro il 2020 la quantità di emissioni nocive prodotte dall'uomo sia ridotta del 30% rispetto ai valori del 1990. Ciò deve essere reso possibile mediante un'utilizzazione più efficiente dell'energia e grazie all'uso di fonti energetiche rinnovabili. Per garantire il raggiungimento dell'obbiettivo, la Confederazione sarà chiamata a fissare traguardi intermedi.

I Verdi hanno inoltre messo online sabato una nuova piattaforma internet: www.votezvert.ch, creata apposta per l'appuntamento elettorale d'autunno.

I delegati hanno infine deciso, con una maggioranza schiacciante, di raccomandare di respingere la quinta revisione dell'Assicurazione invalidità (AI), in votazione il prossimo 17 giugno. Secondo loro infatti, si tratta di una riforma che non fa che favorire l'esclusione sociale.

Due sì e un no alla revisione dell'AI

Oltre a quella del partito ecologista, sabato si sono svolte anche le assemblee dei delegati di tre piccoli partiti.

Il Partito evangelico ha scelto di sostenere la quinta revisione dell'AI ed ha presentato i suoi principali temi elettorali: un sostegno più sostenuto alle famiglie, la responsabilizzazione dell'economia e il rispetto dell'ambiente.

Dal canto loro i delegati dell'Unione democratica federale (UDF) – pure di ispirazione cristiana – oltre a raccomandare di votare sì alla revisione dell'AI, hanno deciso di sostenere l'iniziativa contro la costruzione di minareti in Svizzera. "I mussulmani non hanno bisogno di minareti per vivere la loro religione", hanno argomentato. Secondo l'UDF il testo non restringe quindi la libertà di culto.

Infine, i Democratici svizzeri (DS) hanno deciso di votare contro la revisione dell'assicurazione invalidità. In vista delle elezioni federali d'autunno il partito della destra nazional-conservatrice ha pure voluto sottolineare l'importanza del tema "ecologia": il patriottismo significa anche protezione dell'ambiente, ha dichiarato il presidente del partito, Bernhard Hess. Per il resto i DS continuano ad opporsi alla "svendita della patria", all'immigrazione "esotica" e all'invio di soldati svizzeri all'estero.

swissinfo e agenzie

In breve

Il prossimo mese d'ottobre gli svizzeri si recheranno alle urne per rinnovare le camere del parlamento federale.

L'ultimo barometro elettorale del 19 aprile indica i Verdi in forte progressione. Gli ecologisti otterrebbero infatti il 10,7% dei voti (7,4% nel 2003).

I Verdi non sono rappresentati in seno al governo federale (eletto dalle camere), ma vista la loro progressione il tema potrebbe presto divenire d'attualità.

Sempre secondo l'ultimo barometro elettorale, tre dei quattro partiti di governo sono in perdita di voti.

L'Unione democratica di centro (destra nazional-conservatrice) passerebbe dal 26,7 al 26,2%, il partito socialista dal 23,3% al 22,6% e il partito liberale democratico (destra) dal 17,3% al 15,6%.

Solo il partito democristiano (PPD) registrerebbe una leggera progressione (dal 14,4% al 14,6%).

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