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Il "Fiscovelox" di Tremonti colpisce ancora

L'occhio elettronico del fisco italiano ha un effetto dissuasivo e anche pratico, come dimostrato da più casi

(Keystone)

Le telecamere, istallate al confine italiano dalle guardie di finanza, funzionano: bloccate più persone mentre trasportavano valori in Svizzera.

Martedì cinque marzo: un altro sequestro di valuta a Ponte Chiasso. Questa volta ad incappare nella rete dei controlli elettronici disposti alla dogana dalla Guardia di finanza, a supporto dello Scudo fiscale di Tremonti, è incappato un sessantenne di Treviso. Stava tentando di portare in Svizzera quasi 74mila euro.

Nel giro di poco più di una settimana è il secondo sequestro di valuta operato dalle Fiamme gialle, grazie al sistema di telecamere che - alla frontiera ticinese - filmano tutte le targhe delle automobili in transito da e per la Svizzera.

Con i sofisticati "plurisensori", come vengono definiti in gergo tecnico, lunedì mattina gli agenti della Finanza hanno intercettato l'auto, una Renault Espace, del sessantenne con a bordo la somma di denaro: dollari americani, franchi svizzeri, banconote nazionali, più un assegno circolare, per un ammontare di 73.757 euro. Parte del denaro, 25.390 euro, è stato immediatamente sequestrato.

L'uomo che, era già noto alle forze dell'ordine per diversi precedenti penali, soprattutto reati finanziari, dovrà pagare una multa abbastanza elevata. Oltre al denaro, la Finanza ha pure ritrovato nel bagaglio dell'auto dei documenti valutari, che verranno esaminati dagli inquirenti per verificare l'eventuale disponibilità di denaro depositato in banche svizzere.

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