Il Consiglio federale difende il diritto di voto della Svizzera all’FMI

Rispondendo ad un postulato parlamentare, il governo ha dichiarato di opporsi ad un rafforzamento del potere decisionale dei paesi poveri in seno al Fondo monetario internazionale (FMI). Tale progetto ridurrebbe il diritto di voto della Confederazione.

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 giugno 2000 - 15:29

Il progetto di riforma del diritto di voto in seno agli istituti di Bretton Woods (FMI e Banca mondiale) prevede di accordare maggiore potere decisionale ai paesi in via di sviluppo e di ridurre, tra l’altro, lo statuto privilegiato degli Stati uniti. Attualmente i due organismi economico-finanziari internazionali non accordano quasi nessuna voce in capitolo ai paesi meno favoriti.

Pur ammettendo l’importanza degli interessi di questi paesi, il Consiglio federale non intende comunque sostenere una riforma fondamentale del diritto di voto in seno all’FMI, La riforma comporterebbe infatti una riduzione della quota di voto accordata alla Svizzera, che si trova alla testa di un gruppo di Stati membri comprendente la Polonia e 5 ex-repubbliche sovietiche dell’Asia centrale (Azerbaijan, Kirghistan, Uzbekistan, Tagikistan e Turkmenistan).

Il governo ha pertanto respinto il postulato inoltrato dal consigliere nazionale socialista, Remo Gysin, e sottoscritto anche dal radicale ticinese, Fulvio Pelli, in cui si chiedeva alla Confederazione di sostenere le aspirazioni dei paesi più poveri, a scapito principalmente degli Stati uniti. Da notare che il gruppo guidato dalla Svizzera dispone del 2,7 percento del diritto di voto totale all’FMI, mentre gli Stati uniti beneficiano del 17,7 percento.

Riguardo invece al miglioramento della trasparenza delle attività dell’FMI, chiesta nel postulato di Fulvio Pelli, il governo sostiene di «aver dato prova di sufficiente trasparenza sulle prese di posizione della Svizzera in questo contesto». Il Consiglio federale ha respinto due proposte avanzate dal consigliere nazionale ticinese, ossia l'impegno governativo per rendere pubbliche l'agenda e le decisioni del Consiglio dei direttori esecutivi, nonché la pubblicazione della procedura di voto e della posizione del direttore esecutivo svizzero per ogni singolo oggetto.

Il Consiglio federale ha accettato invece l'idea di migliorare il sistema di controllo tramite un'istanza di valutazione indipendente dal management dell'FMI e la pubblicazione dei relativi rapporti. Pure approvato il postulato in favore di una partecipazione finanziaria del settore privato per prevenire e risolvere crisi economico-finanziarie internazionali.

swissinfo e agenzie

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