Il contrattacco: missili e bombe sull'Afghanistan

swissinfo.ch

La notte scorsa gli USA e i loro alleati britannici hanno sferrato l'attacco contro il regime dei taleban, bombardando Kabul e altri obbiettivi in territorio afghano. Il Pentagono ha definito l'azione militare "un grosso successo". Secondo fonti vicine ai taleban, i morti a Kabul sarebbero almeno una ventina. Migliaia i civili in fuga da Kabul.

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 ottobre 2001 - 15:23

A partire dalle 18.00 svizzere di domenica, e per circa otto ore, mezzi americani e britannici hanno colpito con missili Cruise lanciati da unità navali e con bombe sganciate da B-1, B-2 e B-52, numerosi obiettivi nella principali città dell'Afghanistan.

Secondo fonti ufficiali statunitensi, gli attacchi contro l'Afghanistan sono stati «un grosso successo». Il risultato sarebbe comprovato da voli di ricognizione ad alta quota effettuati nella mattinata di lunedì. Fonti afghane confermano che due comandanti taleban sarebbero stati uccisi a Mazar-i-Sharif.

Il segretario alla difesa Donald Rumsfeld ha aggiunto che tutti gli obiettivi colpiti erano militari, che le notizie dell'abbattimento di aerei alleati sono «semplicemente false». In mattinata infatti l'ambasciatore dei Taleban in Pakistan ha comunicato che la contraerea afghana avrebbe ha abbattuto un aereo Usa, altri due sarebbero stati colpiti.

Gli attacchi, secondo fonti USA, erano rivolti contro basi d'addestramento della rete terroristica Al Qaida, che fa capo a Osama bin Laden, e contro le difese aeree e contraeree afghane.

Subito dopo l'inizio dei bombardamenti anglo-americani, le forze dell'opposizione afghana hanno scatenato un massiccio bombardamento d'artiglieria contro postazioni dei taleban a nord della capitale Kabul. Secondo fonti citate dall'agenzia russa Interfax, gli anti-taleban averebbero conquistato la città di Aibak, nel nord del paese.

A Kabul vi serebbero stati numerosi morti, secondo testimoni oculari citati dall'agenzia Reuters. Un'agenzia vicina ai taleban parla di una ventina di vittime. Per il momento è ignoto se si tratti di civili o di miliziani.

L'unica televisione autorizzata a trasmettere dall'Afghanistan, l'emittente del Qatar Al Jazira, ha citato un comunicato delle autorità afghane secondo cui il leader dei taleban, il mullah Muhammad Omar, e Osama bin Laden, il presunto mandante degli attentati di New York e Washington, «sono salvi e al sicuro».

Popolazione civile allo sbando

Il governo pachistano apre le frontiere con l'Afghanistan e migliaia di profughi impazziti stanno fuggendo da Kabul, il panico è ormai diffuso in tutta la popolazione. L'allarme arriva dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, UNHCR, presente a Peshawar che registra una situazione di «grande paura» nella popolazione afgana in seguito all'attacco. Mancano acqua e generi di prima necessità.

Bush: vinceremo la guerra

In un intervento alla televisione, domenica sera, il presidente Bush ha detto che «gli Stati Uniti non hanno cercato questa guerra», ma «la vinceremo». E ha aggiunto che non v'è terreno neutrale contro il terrorismo. Secondo un sondaggio del quotidiano "Washington Post" e dell'emittente ABC, il 94 per cento degli statunitensi appoggia l'attacco.

Bush ha detto che gli obiettivi sono stati scelti fra le installazioni militari. E ha aggiunto che i taleban pagheranno il prezzo per la complicità con Osama bin Laden e 'al Qaidà e per non avere collaborato con gli Stati Uniti, che chiedono la consegna del terrorista integralista.

Le reazioni

Islamabad
Il presidente pakistano Pervez Musharraf ha dichiarato lunedì di sostenere l'offensiva statunitense. Musharraf ha detto aver ottenuto assicurazioni per cui le operazioni militari condotte da Washington saranno "brevi e mirate" e che eviteranno per quanto possibile "danni collaterali". In una violenta manifestazione antiamericana a Quetta, nel nordovest del Pakistan, un manifestante è rimasto ucciso in scontri con la polizia.

Kabul
I taleban hanno bollato come "un atto di terrorismo" l'offensiva e hanno ribadito che Osama bin Laden non sarà consegnato.

Unione europea
È stata approvata a Lussemburgo la dichiarazione dei ministri degli esteri dell'Ue che esprime «pieno appoggio» all'azione militare degli Stati Uniti contro il regime dei Taliban e la rete terroristica Al-Qaida. Nella versione finale del documento, i capi delle diplomazie dei Quindici sottolineano di voler «portare di fronte alla giustizia» gli autori degli attentati e ribadiscono il «ruolo essenziale» dell'Onu.

Mosca
«I terroristi devono sapere che ovunque si trovino, in Afghanistan, in Cecenia, in Medio Oriente o nei Balcani, che la giustizia li raggiungera». È questo il primo commento ufficiale del ministero degli esteri russo, dopo l'attacco anglo-americano.

Gerusalemme
«Israele già aiuta e continuerà ad aiutare anche in seguito gli Stati Uniti, nella loro lotta contro il terrorismo», afferma un comunicato dell'ufficio del premier Ariel Sharon.

Berna
La Svizzera segue con attenzione e preoccupazione l'evoluzione della situazione in Afghanistan. A nome del Consiglio federale, il ministro degli esteri Joseph Deiss si è detto favorevole a operazioni che tengano conto della popolazione civile.

swissinfo e agenzie

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