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Il Credit Suisse ritrova il sorriso

Per la banca, il 2009 è stato il terzo miglior esercizio della storia

(Keystone)

La banca svizzera ha chiuso il 2009 con un utile netto di 6,7 miliardi di franchi; contrariamente all'UBS, il Credit Suisse (CS) ha registrato un afflusso di nuovi capitali, raccogliendo oltre 44 miliardi di franchi.

Dopo aver subito una perdita di 8,2 miliardi di franchi nel 2008, l'istituto elvetico è ritornato nelle cifre nere. Il 2009 entrerà negli annali come il terzo miglior esercizio della storia per quanto concerne l'utile netto, ha annunciato giovedì la banca. Il risultato è leggermente inferiore alle previsioni degli analisti.

Nel quarto trimestre, la banca ha registrato un utile di 793 milioni, un risultato positivo secondo Brady Dougan, amministratore delegato del CS, poiché in generale nel settore si è costatato "un rallentamento dell'attività di trading da parte della clientela nei mesi di novembre e dicembre".

Il risultato degli ultimi tre mesi del 2009 comprende oneri per 500 milioni (ante imposte) in relazione all'accordo extragiudiziale con le autorità statunitensi e 300 milioni di ulteriori oneri. Al netto di tali poste, l'utile netto dopo le imposte sarebbe risultato pari a 1,4 miliardi.

Investment Banking da record

Duramente colpito nel 2008 dagli effetti della crisi finanziaria, il ramo dell'Investment Banking è pure ritornato nelle cifre nere. L'utile prima della deduzione delle imposte è stato di 6,8 miliardi, una cifra record, i ricavi netti sono ammontati a 20,5 miliardi, mentre la redditività del capitale proprio si è attestata al 33,5%.

Lo scorso anno, la banca d'investimento aveva inciso pesantemente sui conti del gruppo, con una perdita di 14,2 miliardi.

"Continuiamo a beneficiare delle iniziative avviate alla fine del 2008 per riposizionare l'attività nel mutato settore finanziario", ha affermato Dougan, commentando il risultato della banca d'investimento.

Per quanto concerne il Private Banking, l'utile ante imposte è stato di 3,7 miliardi, 500 milioni in meno rispetto all'anno prima, e i ricavi netti sono scesi del 10% a 11,7 miliardi. Nell'Asset Management, l'utile si è invece attestato a 35 milioni, contro una perdita di 1,13 miliardi nel 2008, e i ricavi sono cresciuti del 191% a 1,8 miliardi.

Afflusso di capitali

Complessivamente la banca ha registrato un afflusso netto di nuovi capitali pari a 44,2 miliardi di franchi, di 500 milioni inferiore alle previsione degli analisti. A fine 2009, i patrimoni in gestione ammontavano a 1'229 miliardi, 122,9 in più (+11,1%) rispetto a un anno prima.

A titolo di paragone, martedì l'UBS aveva annunciato un deflusso di capitali nel 2009 pari a 147,3 miliardi di franchi e una perdita di 2,74 miliardi.

Nel corso del quarto trimestre, la tendenza ha subito un rallentamento, poiché il CS ha raccolto 12,5 miliardi, contro 16,7 miliardi nel trimestre precedente. La banca ha spiegato questo calo con lo scudo fiscale italiano: circa 5,6 miliardi di franchi sarebbero infatti stati rimpatriati nella Penisola.

Per il 2010, Brady Dougan si è detto fiducioso: "Abbiamo iniziato bene; il portafoglio di transazioni in corso e gli afflussi di nuovi capitali sono ai livelli più alti dall'inizio della crisi".

swissinfo.ch e agenzie

Bonus ridotti

La media dei compensi variabili per il 2009 è stata di 144'000 franchi nel 2009, contro 180'000 nel 2007, ultimo esercizio nelle cifre nere.

Rispetto a due anni fa, i compensi variabili complessivi sono diminuiti del 21%.

Il 40% della parte variabile complessiva è stato attribuito sotto forma di premi differiti subordinati a criteri di performance, scrive la banca nel suo comunicato, aggiungendo che per i "managing directors" tale percentuale è del 60%.

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(swissinfo.ch)

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