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Il difficile percorso delle naturalizzazioni

La Consigliera federale Ruth Metzler vuole nuove regole per la cittadinanza agli stranieri

(Keystone)

Il Parlamento ha ripreso i dibattiti sulla revisione del diritto di cittadinanza.

Il Consiglio nazionale ha preferito il modello di naturalizzazione solo su richiesta.

Armonizzazione necessaria

Per la terza volta quest'anno, le camere si occupano della revisione del diritto di cittadinanza. Si tratta di un tema spinoso, visto che già nel 1983 il popolo ha respinto degli aggiornamenti che tendevano ad un'unificazione delle disposizioni a livello nazionale.

E la sconfitta si è ripetuta nel 1994 una maggioranza del 52 per cento aveva accettato la proposta, ma non aveva trovato la maggioranza dei cantoni, necessaria per una riforma costituzionale.

Una modifica che porti ad un'armonizzazione dei diritti cantonali in materia è necessaria perché la Svizzera possa aderire alla Convenzione europea sulle nazionalità. L'attuale prassi è spesso molto restrittiva e mantiene artificialmente alta la percentuale degli stranieri nel paese, rispetto agli altri paesi vicini.

Disparità vigenti

Attualmente la competenza è delegata ai cantoni e ai comuni che attribuiscono l'attinenza, un concetto sconosciuto nei paesi limitrofi, dove vale il luogo di nascita. Con esami d'idoneità e requisiti richiesti che divergono sensibilmente da regione a regione manca inoltre un denominatore comune per la naturalizzazione.

Casi sensazionali hanno sollevato l'attenzione dell'opinione pubblica negli ultimi anni. Soprattutto persone provenienti dall'ex-Yugoslavia si vedono respinte le domande senza possibilità d'appello.

Il risultato dei dibattiti

Con il voto preponderante della sua presidente Liliane Maury Pasquier (PS/GE), il Consiglio nazionale ha preferito lunedì il modello di naturalizzazione solo su richiesta.

La concessione automatica della cittadinanza svizzera agli stranieri della terza generazione potrà essere sottoposta al veto dei genitori. Con 94 voti contro 62, i deputati hanno deciso di introdurre un diritto di veto per i genitori, contrariamente a quanto prevedeva il Consiglio federale.

I giovani stranieri della seconda generazione dovrebbero dal canto loro poter chiedere il passaporto rossocrociato seguendo una procedura agevolata. Su questo punto, il Nazionale ha seguito a grande maggioranza il progetto del Consiglio federale.

Costi, ricorsi e referendum

Si è anche previsto un taglio con la varietà delle tariffe vigenti. La naturalizzazione dovrà avere un prezzo pertinente, legato ai costi amministrativi. In alcuni cantoni la conquista della nazionalità può costare attualmente decine di miliaia di franchi.

Il Consiglio nazionale ha poi deciso che un eventuale rifiuto della cittadinanza - in molti casi è infatti il popolo stesso a votare la naturalizzazione - ritenuto discriminatorio pouò essere oggetto di ricorso. Con 93 voti contro 61, la Camera del popolo ha accettato di ancorare il diritto di ricorso nella legge sulla cittadinanza.

Dopo l'appianamento delle divergenze da parte dell'altra camera, sarà il popolo ad avere l'ultima parola. La destra ha già annunciato battaglia contro la "svendita" della cittadinanza.

swissinfo/Daniele Papacella

In breve

Il Parlamento ha discusso per la terza volta sul diritto di cittadinanza. Al centro del problema c'è l'unificazione delle procedure di naturalizzazione degli stranieri a livello federale.
Attraverso una legislazione federale più chiara dovrebbero venir definiti gli standard nazionali.
La destra non vuole automatismi senza una precisa volontà di acquisizione della nazionalità. La sinistra che chiede un approccio più generoso.
L'ha spuntata la proposta di compromesso del Consiglio federale.
Dopo un'ulteriore lettura da parte del Consiglio degli Stati, i cambiamenti passeranno comunque anche alle urne, visto che si rende necessario un nuovo articolo costituzionale.

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Fatti e cifre

Il 20,5% dei 7'280'000 abitanti della Svizzera non hanno un passaporto rossocrociato Attualmente 738'000 persone adempiono ai requisiti richiesti
Solo 20'000 le domande annuali di naturalizzazione
I costi per ottenere il passaporto possono anche superare i 20'000 franchi
Con la nuova legge, non più 12, ma 8 anni di residenza per poter chiedere la naturalizzazione
La regolamentazione è attualmente definita dai comuni e dai cantoni
La nuova legge dovrebbe creare una regolamentazione uniforme per tutto il paese

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