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Il disagio della polizia svizzera

La protesta pubblica dei poliziotti ginevrini

(Keystone)

I poliziotti ginevrini sono in lotta per la difesa delle condizioni di lavoro: Una situazione emblematica del malessere che tocca l’insieme della professione in Svizzera.

Effettivi ridotti all’osso, ore supplementari e salari congelati non risparmiano alcun corpo di polizia cantonale.

“La crisi ginevrina rappresenta solo la punta dell’iceberg”. Jean-Pierre Monti, segretario generale della Federazione svizzera dei funzionari di polizia sa di cosa parla.

“Tutti i corpi di polizia della Svizzera stanno guardando alla lotta dei colleghi ginevrini per conoscere l’epilogo di questa vicenda”.

Una protesta scoppiata all’inizio d’ottobre, quando le forze dell’ordine ginevrine hanno sfidato le autorità manifestando davanti alla sede del Consiglio di Stato del Canton Ginevra.

Una protesta pubblica per denunciare problemi di carenza di personale, condizioni salariali insoddisfacenti ed un massacrante sovraccarico di lavoro. La sfida dei poliziotti è stata raccolta: le controparti hanno aperto delle trattative e lavano oramai “i panni sporchi in famiglia”.

Reclutamento lacunoso

In Svizzera, il federalismo lo impone, è quasi impossibile effettuare una comparazione delle polizie cantonali. Mandati, competenze, condizioni salariali variano da un cantone all’altro.

Il malessere è però generale, come indica Jean-Pierre Monti. “Attualmente mancano tra 1.500 e 1.600 poliziotti, ossia il 10 per cento degli effettivi delle polizie cantonali e comunali”.

A Ginevra, ad esempio, l’organico della gendarmeria conta 757 effettivi, mentre la legge ne autorizza 30 in più.

L’insufficienza di personale si ritrova, in proporzioni simili, anche presso altri cantoni e semicantoni, come Basilea-Città. Situazione analoga nel Canton Berna: l’organico di 1434 agenti manca di diciassette capacità. Il responsabile del personale Ruedi Camichel indica a swissinfo che la “situazione non è così drammatica anche se in certi servizi siamo al limite”.

Vaud e Neuchâtel non hanno invece alcun problema di reclutamento. Situazione analoga per la polizia cantonale zurighese, mentre lo stesso non si può dire per la polizia comunale di Zurigo con un sott’organico di 60 agenti.

Ore supplementari in aumento

Con gli organici ridotti, la maggior parte dei corpi di polizia contabilizzano ore supplementari.

“Su scala nazionale stimiamo un cumulo di tempo di lavoro supplementare di circa 1 milione d’ore”, precisa il segretario generale della Federazione svizzera dei funzionari di polizia.

Un terzo di queste ore supplementari si registrerebbero nella sola Ginevra, dove la polizia cantonale è chiamata anche ad impegni di tipo internazionale come il recente G8 d’Evian.

200 mila ore di lavoro in più le hanno fatte anche gli agenti della polizia di Basilea-Città, chiamate ad integrare l’apparato d’ordine del Forum economico di Davos (WEF).

Le condizioni salariali

L’altro polo di frizione riguarda le condizioni salariali. Il raffronto intercantonale è, in questo caso, semplicemente impossibile.

Tutti i poliziotti beneficiano di vantaggi e premi. Il problema è che le indennità non sono contabilizzate in modo uniforme in tutti i cantoni.

A titolo d’esempio, un poliziotto ginevrino nel primo anno d’attività, riceve un salario di base di 65.375 franchi, mentre quello reale, inclusi premi ed indennità, è di 84.010.

“Bisogna tener conto che gli stipendi sono fermi da anni. Durante gli anni di recessione abbiamo fatto dei sacrifici ed accettato una diminuzione dei salari perché le autorità ci hanno promesso che li avrebbero poi corretti”, aggiunge Jean-Pierre Monti.

La figura professionale del poliziotto

Per far fronte al disagio si cerca di uniformare la professione, come ci dice il sindacalista: “Berna ha già fatto un importante passo, riconoscendo la professione lo scorso mese d’aprile”.

Una decisione che consente la messa in opera di programmi comuni di formazione degli aspiranti poliziotti. Ancora nel corso di quest'anno gli agenti, che nel 2007 si diplomeranno col nuovo certificato federale di capacità CFC, dovranno superare i primi esami nelle tre scuole pilota già aperte.

“L’unitarietà nella formazione ci consentirà di negoziare un contratto collettivo nazionale, rendendo più attraente la professione dell’agente di polizia, ciò che consentirà anche di completare gli organici”.

Alleggerimento dei compiti

Il progetto USIS, lanciato dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CCDGP), lavora su una migliore ripartizioni dei compiti tra cantoni e Confederazione.

“Il nostro obiettivo è di contribuire a sgravare il più possibile i compiti delle polizie cantonali”, spiega Beat Hegg, segretario generale della CCDGP.

Un obiettivo simile è perseguito anche dal progetto Polizia XXI, promosso dalla Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS). “Il progetto si propone in particolare di favorire la collaborazione tra le polizie cantonali”, precisa Beat Hegg.

Le soluzioni avanzate non fanno però l’unanimità dei consensi.: “Nell’ambito della polizia, come in molti altri, ci si urta con i principi del federalismo”, riassume Jean-Pierre Monti.

I cantoni diffidano: non vogliono lasciare una parte delle loro competenze nelle mani del governo centrale.

swissinfo, Vanda Janka
(Traduzione e adattamento dal francese: Sergio Regazzoni)

In breve

Il progetto USIS è stato lanciato dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) e dalla Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CCDGP).

Il suo obiettivo è di riesaminare il sistema di sicurezza interno della Svizzera e di ripartire chiaramente i compiti tra cantoni e Confederazione.

La Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS) ha dato avvio, a livello cantonale, ad un progetto denominato Polizia XXI per favorire la collaborazione tra le polizie cantonali.

Globalmente i due progetti perseguono il medesimo obiettivo: alleggerire i compiti delle polizie cantonali.

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Fatti e cifre

Sono tra 1.500 e 1.600 i poliziotti che mancano in Svizzera, ossia il 10% degli effettivi
1 milione, le ore supplementari effettuate dalle polizie cantonali

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