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Il franco resta sovrano

Gli ambienti turistici ritengono però troppo alto l'attuale corso del franco

(Keystone)

Ad un anno dall'introduzione della moneta unica europea, l'uso dell'euro quale mezzo di pagamento in Svizzera non si è generalizzato.

Il tutto benché banchieri e albergatori lo accettino volentieri e i prelievi in euro presso gli sportelli svizzeri siano in aumento.

Stando ad un'indagine dell'ats, l'introduzione dell'euro non ha causato alcuna inflazione in Svizzera, a differenza di ciò che si è constatato nei paesi che l'hanno adottato quale moneta ufficiale.

Poco diffuso nella grande distribuzione

In genere, il pagamento in euro rimane in Svizzera ancora un'eccezione. Alla Coop, spiega il portavoce Karl Weisskopf, i pagamenti in euro sono assai rari. Ciò vale anche per le regioni di frontiera e gli hotel, dove il pagamento in euro è appena più frequente.

Anche se la moneta unica non è molto utilizzata, ha aggiunto Weisskoppf, «continueremo ad accettarla e daremo il resto in franchi».

La mancata generalizzazione dell'euro è dovuta a suo parere anche alle remore dei clienti, che di solito preferiscono pagare i loro acquisti in franchi utilizzando la carta di credito.

Anche alla Migros, l'altro colosso della distribuzione, si accettano gli euro, benché non utilizzati moltissimo. Nel 2002, la parte di euro sull'intero fatturato è stata del 2 per cento.

Fatture più care in euro?

Il settore del turismo si è adattato rapidamente all'euro. Secondo un sondaggio dell'Università di Berna, solo sette alberghi sui 256 contattati non accettano la moneta unica.

Svizzera Turismo afferma che solitamente i prezzi dei servizi offerti negli alberghi sono espressi sia in franchi sia in euro.

Ad ogni modo, in questo settore è palese da parte del turista una certa riluttanza a pagare in euro anche perché il conto rischia di essere più salato: viste le fluttuazioni del cambio, precisa Svizzera Turismo, gli albergatori devono accumulare delle riserve.

Soprattutto non europei

Stando allo studio, meno del 5 per cento dei turisti paga in euro mentre la maggioranza opta per la carta di credito.

In genere sono le persone che si fermano per una notte che utilizzano la moneta unica. Si tratta principalmente di americani o asiatici che reputano inutile cambiare le rispettive monete in franchi.

Per Svizzera turismo, il vero punto dolente per la categoria non è il mezzo di pagamento bensì la forza del franco che tiene lontani i potenziali turisti.

Sempre più prelievi in euro

Nel settore bancario, l'UBS sostiene che nell'anno appena trascorso ai distributori automatici sono stati prelevati un numero crescente di euro.

Dopo la soppressione delle 12 monete europee, gli affari legati al cambio con queste monete è decaduto. Ad ogni modo, fa notare la maggior banca elvetica, attualmente in Svizzera si effettuano volumi di cambio in euro pari a quelli con le vecchie monete.

Anche gli uffici cambio delle FFS hanno constatato un aumento degli acquisti di euro. Sovente, le somme così ottenute vengono spese per soggiorni all'estero, in paesi europei diversi. Con un'unica operazione si evita di passare allo sportello più volte, come accadeva poco più di un anno fa.

Il settore d'esportazione

Tra le società che utilizzano l'euro vi sono infine le aziende dedite all'esportazione.

Nel corso del 2002, stando a un'inchiesta della Banca nazionale svizzera (BNS), è aumentato il numero di società che presentano le fatture in euro.

Tale fenomeno era però anteriore all'introduzione fisica della moneta unica: risaliva già al 1999.

Ad ogni modo siamo ancora ben lontani dal pagamento dei salari in euro: gli impiegati, secondo la BNS, non lo accetterebbero visto che imposte e prelievi sulla busta paga vanno regolati in franchi.

swissinfo e agenzie


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