Il ministro degli esteri colombiano in visita a Berna

La presidente della Confederazione svizzera Micheline Calmy-Rey con il ministro degli esteri colombiano Fernando Araújo Keystone

Il ministro degli esteri colombiano Fernando Araújo, che per sei anni è stato ostaggio delle FARC (la guerriglia colombiana) è stato ricevuto dalla presidente della Confederazione Calmy-Rey per una visita di lavoro.

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 settembre 2007 - 21:44

Il capo della diplomazia colombiana ha salutato il ruolo di mediazione della Svizzera nel conflitto con le FARC, ma ha negato che il suo paese si trovi a un passo dalla guerra civile.

«La mediazione della Svizzera, un paese amico, continuerà nella discrezione» ha dichiarato Araújo martedì in una conferenza stampa a Berna, dopo aver incontrato la sua omologa Micheline Calmy-Rey.

Le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC) sono un movimento terroristico che si finanzia con il traffico di droga, ha affermato ancora Araújo. A suo avviso non hanno alcun appoggio nella popolazione civile.

Berna si è attirata le critiche delle autorità colombiane considerando le FARC «una parte in un conflitto interno». Sulla questione le divergenze con Bogotà permangono, ha confermato all'agenzia ATS una fonte diplomatica colombiana.

Iniziativa Chavez

Interpellato sulle possibilità di successo della mediazione proposta dal presidente venezuelano Hugo Chavez, il ministro colombiano ha dichiarato di non possedere «una sfera di cristallo».

Araújo ha sottolineato che il governo colombiano offrirà tutto il proprio appoggio all'iniziativa di Chavez. Bogotà non intende tuttavia autorizzare un incontro su suolo colombiano tra il presidente venezuelano e dirigenti delle FARC. Araújo ha negato recisamente che il suo paese rischi la guerra civile.

Con la Francia e la Spagna, la Svizzera tenta da diversi anni di facilitare un accordo umanitario tra il governo di Bogotà e le FARC, «al fine di facilitare la conclusione di un accordo umanitario per la liberazione delle persone tenute in ostaggio», rammenta un comunicato diramato dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Sostegno alla riconciliazione

In questo contesto - aggiunge la nota - la Svizzera ha ricordato al ministro «l'importanza che essa attribuisce al processo volto a rivelare la verità, in corso nell'ambito della legge di giustizia e di pace ai comandanti paramilitari smobilitati in Colombia». Berna rammenta il suo «sostegno finanziario e peritale ai lavori della commissione nazionale di riparazione e conciliazione».

Araújo è stato nominato ministro degli esteri il 20 febbraio scorso, meno di due mesi dopo essere riuscito a sfuggire ai guerriglieri. Egli era già stato ministro dello sviluppo economico sotto il presidente Andres Pastrana, in carica tra il 1998 e il 2002.

Il 4 dicembre 2000 fu sequestrato a Cartagena mentre faceva jogging. Lo scorso dicembre è riuscito ad evadere approfittando di un attacco di elicotteri dell'esercito contro il campo in cui era detenuto. Araújo ha errato per cinque giorni nella giungla prima di essere soccorso.

Relazioni bilaterali

Nel comunicato del DFAE si aggiunge che le relazioni bilaterali dovranno essere rafforzate, «sia a livello delle visite di alto rango sia sul piano economico». I due stati stanno «negoziando diversi accordi».

Entro la fine dell'anno, in particolare, i due paesi dovrebbero firmare un trattato volto ad evitare la doppia imposizione. Nel giugno scorso hanno inoltre preso avvio trattative per un accordo di assistenza giudiziaria in materia penale. La Colombia dovrebbe anche ratificare «prossimamente» un trattato sulla promozione e la protezione reciproca degli investimenti, già approvato dal parlamento elvetico lo scorso giugno.

Con un volume di investimenti di circa 1,2 miliardi di franchi e 9500 posti di lavoro interessati, la Colombia figura tra i paesi di destinazione più importanti degli investimenti elvetici in America latina.

swissinfo e agenzie

FARC

Le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC) chiedono di non essere designate come «gruppo terroristico», come fa il governo di Bogotà, ma di essere considerate «forza belligerante». In Svizzera le FARC sono viste come «una parte in un conflitto interno».

Insieme alla Francia e alla Spagna, la Svizzera è impegnata quale mediatrice tra la guerriglia e il governo colombiano. L'obiettivo è la liberazione degli ostaggi in mano alle FARC e dei guerriglieri incarcerati, per giungere infine alla cessazione del conflitto.

La Svizzera è criticata dalla Colombia per il suo atteggiamento tollerante verso le FARC e per la presenta di rappresentanti della guerriglia sul suo territorio. La Svizzera ha dal canto suo smentito che dei membri della FARC risiedano in Svizzera.

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