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Il mondo emergente e le sue metropoli

Città del Messico 1971, progetto dell'architetto Fernando Romero

(swissinfo.ch)

Le nuove scene urbane sotto i riflettori dell'Accademia di architettura di Mendrisio, che dedica un ciclo di mostre ad alcune realtà-simbolo del nostro tempo.

Nell'intento di tracciare una mappa delle evoluzioni urbanistiche degli ultimi decenni, l'Accademia propone anche una riflessione sul rapporto tra l'essere umano e il territorio in cui vive.

L'iniziativa dell'ateneo ticinese è sostenuta anche dalla Commissione svizzera dell'UNESCO, che vede in questa proposta espositiva la possibilità di inserirsi nel grande cantiere degli Obiettivi del Millennio.

Conosciuti con il termine inglese "Millenium Development Goals", sono stati definiti dalle Nazioni Unite nell'intento ideale di costruire un mondo più giusto. Un traguardo, questo, che può essere raggiunto anche attraverso il contributo di un'urbanizzazione sostenibile.

Perché le radici di un mondo più giusto affondano nei luoghi, nei territori. Crescono traendo forza dai rapporti sociali, si irrobusticono con gli scambi economici e culturali, si estendono attraverso le vie di comunicazione, si infittiscono intrecciando forme e modi di vita plurali. Ma ad una condizione: questi obiettivi di sviluppo devono potersi realizzare creando e garantendo equilibrio, distribuendo opportunità e risorse.

Il mostro di cemento svelato

"L'aspetto più rilevante del mondo emergente – spiega il direttore dell'Accademia Josep Acebillo – non è il numero degli abitanti, ma la crescente urbanizzazione. A consumare la metà del cemento prodotto nel mondo è tutta la Cina, compresa la ventina di sistemi urbani che sta sorgendo sulla costa orientale. Accoglieranno 300 milioni di persone, ossia un numero pari alla popolazione degli Stati Uniti d'America".

Il rapido sviluppo di città e aree metropolitane in regioni fino a poco tempo fa essenzialmente rurali e relativamente subordinate in un contesto socio-economico internazionale, è senza dubbio foriero di problemi, ma anche di potenzialità e speranze.

Città come Shangai, Pechino, Singapore, Giacarta, Bombay, Delhi, Johannesburg, Lagos, Città del Messico, Istanbul, Mosca o San Paolo, "sono un chiaro esempio - sottolinea ancora Acebillo - dell'intensa riorganizzazione dei sistemi produttivi e commerciali a livello globale e dello stile di vita di numerosi gruppi di persone".

Ma quando la crescita urbana subisce una chiara accelerazione, i problemi possono ampiamente superare le speranze. "Sorgono infatti – ricorda Acebillo – questioni che toccano lo squilibrio territoriale, l'impatto ambientale, l'inadeguatezza dei servizi e della mobilità, la coesistenza e la coesione sociale, l'esclusione e l'emarginazione". E non è necessario guardare lontano per confrontarsi con gli errori. Basta aprire l'uscio di casa.

Scolpire nuove dimensioni

Fermare il mostro, attribuirgli altre sembianze, è possibile. Architetti e urbanisti hanno infatti gli strumenti per potere intervenire in questo processo evolutivo. Gli studi e i progetti dell'UNESCO, del resto, si inseriscono proprio in questo filone: lottare contro la povertà e l'emarginazione riorganizzando le realtà urbane.

Il compito non è affatto semplice. Le domande superano di gran lunga risposte e soluzioni, i parametri sono molteplici. Ma questo nostro mondo, pur imperfetto che sia, non è solo il risultato di scelte sbagliate e di errori palpabili: ci parla di grandi opere, di grandi idee e passioni, di avanguardie, di innovazione, di sogni possibili.

Attraverso questo ciclo di mostre, l'obiettivo dell'Accademia di architettura è dunque quello di partire dal reale per immaginare l'ideale. Riflettere su modelli esistenti, leggerne i livelli, capirne le contraddizioni e raccogliere nuove sfide.

E questo viaggio attraverso le metropoli del mondo emergente – cominciando da Città del Messico – è percorribile anche dal grande pubblico, perché le esposizioni dell'Accademia sono pensate come forma di partecipazione, di coinvolgimento.

Visibilità internazionale

Nata sotto il segno dell'apertura, l'Accademia di architettura ha rafforzato in questi anni la sua dimensione e visibilità internazionale. "La qualità di questa Accademia che si muove secondo i criteri dell'interdisciplinarità – ha detto a swissinfo Francesca Gemnetti, presidente della Commissione svizzera dell'UNESCO – apre molte prospettive di crescita".

Tra gli auspici formulati da Gemnetti, il riconoscimento dell'Accademia come centro di competenza dell'UNESCO per il settore urbanistico. "Non nascondo l'ambizione che possa candidarsi quale cattedra UNESCO. Si tratta di strutture di ricerca diffuse in tutto il mondo in cui confluiscono solo i migliori istituti di ricerca accademici e il cui obiettivo è di assicurare consulenze agli organismi internazionali".

Intanto, però, si sviluppano e si intrecciano nuove collaborazioni in Svizzera. Il presidente dell'Università della Svizzera italiana, Piero Martinoli, ha infatti spiegato che, nel campo della ricerca urbanistica, sono allo studio delle forme di collaborazione con i due Politecnici federali di Zurigo e Losanna.

swissinfo, Françoise Gehring, Mendrisio

Metropoli in Galleria

Per l'anno 2006-2007 l'Accademia di architettura di Mendrisio inaugura il ciclo di mostre "Il mondo emergente e le sue metropoli". Otto le realtà urbane presentate.

Città del Messico (fino al 3 dicembre): una serie di video illustrano Città del Messico e il suo sviluppo. L'architettura messicana presenta un panorama ricco e pluralistico, capace di molteplici soluzioni concettuali, stilistiche e formali.

Mosca, "New Moscow 4" (14 dicembre 2006-25 gennaio 2007): illustrate le sperimentazioni architettoniche della capitale russa dopo la caduta del regime sovietico. Mosca oggi è un'enorme megalopoli, tra le prime al mondo per quanto riguarda il ritmo di urbanizzazione.

Chandigarh e Brasilia (8 febbraio-19 marzo 2007): esempio di città costruite "ex nihilo" dopo il 1950 su modelli di tradizione funzionalista e razionalista. La mostra mette in rilievo somiglianze e differenze tra le due città. L'area centrale di Brasilia è entrata a far parte dell'elenco dei siti "patrimonio mondiale" dell'UNESCO nel 1984.

Johannesburg (3 aprile-10 maggio 2007): evidenziata la frammentazione urbana, territoriale e sociale post apartheid in una delle principali metropoli africane, che conta 3,5 milioni di persone (su un totale di 40 milioni di abitanti per l'intero Sudafrica)

Shangai, Pechino e Nanchino (24 maggio-29 giugno 2007): il grande passo dell'urbanistica cinese per integrare città storica e natura (Nanchino), sviluppo di centri politico-culturali (Pechino) ed economici (Shangai).

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